Liguria Pride, Salis: "Genova è una città accogliente. Sui diritti non si torna indietro"
di Carlotta Nicoletti
Sul tema sicurezza e CPR: "Non sono una soluzione, servono rimpatri efficaci e risposte concrete"
Un messaggio a favore dei diritti, dell'inclusione e contro ogni forma di discriminazione. A margine del Liguria Pride, la sindaca di Genova Silvia Salis ha ribadito la propria posizione sui temi dell'uguaglianza e del rispetto delle persone, criticando duramente linguaggi e atteggiamenti che, a suo giudizio, appartengono a una visione superata della società.
«Nel 2026 sentire ancora quel tipo di frasi, sentire parlare di gusti o di persone non normali, ci riporta a un mondo che non vogliamo, a un tipo di Paese che non è il nostro», ha dichiarato la prima cittadina.
Salis ha quindi richiamato i valori che, secondo lei, caratterizzano il capoluogo ligure e l'Italia contemporanea. «L'Italia è questa, Genova è questa: siamo un Paese solidale, accogliente, proiettato verso il futuro».
Nel suo intervento, la sindaca ha anche criticato chi, nel dibattito pubblico, cerca di fare leva sulle paure e sulle divisioni. «C'è chi parla a una piccola parte del Paese che vuole smuovere i sentimenti più negativi e più retrogradi. Esistono anche queste persone, ma per fortuna rappresentano una minoranza. Noi non vogliamo continuare a dare attenzione a quel tipo di messaggi: bisogna invece concentrarsi sul rispetto dei diritti di tutte le cittadine e di tutti i cittadini».
A Salis è stato poi chiesto un commento sulle accuse di presunta ambiguità del centrosinistra in materia di sicurezza e sulla questione dei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). La sindaca ha respinto con decisione questa lettura.
«Proprio ieri, insieme ai sindaci Roberto Gualtieri e Matteo Lepore, ho ribadito con forza che il CPR non rappresenta alcun tipo di soluzione. Lo dimostrano i numeri e lo dimostrano le città in cui questi centri sono presenti», ha affermato.
Pur rivendicando la necessità di affrontare il tema della sicurezza senza reticenze, Salis ha riconosciuto che il centrosinistra in passato non sempre ha saputo presidiare adeguatamente questo terreno. «Non ho nessuna ambiguità e nessun problema a parlare di sicurezza. Anzi, credo che la sinistra negli anni ne abbia parlato troppo poco, lasciando campo libero a una destra populista che, però, non ha trovato soluzioni e sotto gli occhi di tutti la situazione è peggiorata».
Secondo la sindaca, la risposta al fenomeno migratorio non può limitarsi all'apertura di nuovi CPR. «La soluzione sono protocolli di rimpatrio efficaci. Ma quando si parla di sicurezza non si può ridurre tutto a questo tema, altrimenti si crea un rimpallo che finisce soltanto per nascondere i problemi reali».
Infine, Salis ha rivendicato un approccio pragmatico alle questioni che riguardano il capoluogo ligure. «Dimostro ogni giorno di non avere alcuna ambiguità parlando liberamente di tutti i temi, chiedendo più sicurezza, chiedendo fatti concreti e attenzione per una città che presenta complessità del tutto uniche».
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