Liguria, il consiglio regionale approva il bilancio 2021 con un solo voto di scarto

di Edoardo Cozza

1 min, 21 sec

Sei consiglieri di maggioranza assenti per motivi istituzionali o personali. Toti: "I conti tornano, saldo positivo di 162 milioni di euro"

Liguria, il consiglio regionale approva il bilancio 2021 con un solo voto di scarto

Con un solo voto di scarto il Consiglio regionale della Liguria ha approvato il bilancio consolidato della Regione per l'esercizio 2021. Sono stati 13 i voti a favore (centrodestra) e 12 i contrari (Pd-Articolo Uno, Lista Sansa, M5S e Linea Condivisa), sei i consiglieri assenti nelle fila della maggioranza per impegni istituzionali o motivi personali.

"Rassicuro l'opposizione che i conti tornano, chiudiamo l'esercizio 2021 con un bilancio in positivo per 162 milioni - evidenzia il presidente della Regione Giovanni Toti - Le nostre società partecipate alcune con maggiore efficacia altre con minore in base agli eventi continuano a svolgere i loro compiti istituzionali, compresa la criticata Liguria Digitale che si occupa principalmente del sistema digitale ma non solo da lunghissimo tempo. Nel 2021 c'è stato un incremento di oltre 6 milioni del bilancio consolidato in positivo rispetto all'anno precedente".

"La Regione Liguria dopo sette anni ha ancora una pletora di società partecipate che non è stata in grado di semplificare- denuncia il capogruppo Pd-Articolo Uno Luca Garibaldi - Liguria Digitale registra una crescita esponenziale, con un aumento del personale superiore al previsto, il cui costo totale arriva a 30 milioni. Mentre Liguria Film Commissione vanta il record italiano di avere un capitale sociale pari a zero. Filse è diventata un gestore di fondi più che una finanziaria".

"La maggioranza continua ad abusare delle società partecipate, - sostiene il capogruppo Lista Sansa Ferruccio Sansa - trasformate in un braccio politico sottratto alla trasparenza e al sindacato ispettivo, Liguria Digitale ormai ha un potere enorme forse superiore alla stessa Regione. Così come 'In Liguria' è diventata una società tra la promozione e la propaganda".