Legge elettorale, Trucco (UniGe) a Telenord: "Rischiose le riforme su misura, occorre restituire potere agli elettori"

di Katia Gangale - Stefano Rissetto

“L’elettore deve poter sapere chi ha votato e dove è andato a finire il suo voto"

Dopo il referendum, il tema della riforma della legge elettorale torna al centro del dibattito politico. Per Lara Trucco, professoressa di diritto costituzionale intervenuta a Liguria Live a Telenord, non si tratta di una questione tecnica, ma di un nodo cruciale per la qualità della democrazia: “I meccanismi del voto e la loro conoscenza sono il sale della democrazia”.

 

Il confronto sulla modifica delle regole elettorali era già iniziato prima della consultazione, ma oggi – alla luce dei risultati e delle possibili evoluzioni politiche – diventa ancora più urgente. Tuttavia, Trucco evidenzia una criticità strutturale del sistema italiano: la continua instabilità normativa. “Il nostro Paese cambia troppo frequentemente le leggi elettorali a discapito della stabilità”, osserva, sottolineando come questo renda difficile per i cittadini comprendere davvero il funzionamento del voto.

 

Alla base di questa dinamica c’è anche una tendenza politica ricorrente: “Chi ha il potere è portato ad abusarne”, spiega, ricordando che la tentazione di modificare le regole a proprio vantaggio è “irresistibile” per i partiti, soprattutto in prossimità delle elezioni.

 

Uno degli effetti più problematici riguarda la rappresentanza. Tra liste bloccate, candidature multiple e riduzione del numero dei parlamentari, il rapporto tra eletti ed elettori si è indebolito. “L’elettore non è nelle condizioni di esprimere una preferenza”, afferma Trucco, evidenziando come questo comprometta il principio di responsabilità politica.

 

Altro punto centrale è l’equivoco sulla funzione della legge elettorale. “La legge elettorale neutra non esiste”, chiarisce, ma soprattutto mette in guardia da un errore diffuso: usare queste riforme per garantire la stabilità di governo. “La governabilità non è un compito della legge elettorale”, precisa, perché riguarda invece la forma di governo e richiederebbe interventi costituzionali.

 

In questo senso, anche strumenti come i premi di maggioranza vengono ridimensionati: “L’idea che la stabilità possa essere garantita attraverso meccanismi fittizi non funziona”. Secondo Trucco, si tratta spesso di soluzioni temporanee, “un fuoco di paglia” se non accompagnate da solidi equilibri politici.

 

Il vero obiettivo, invece, dovrebbe essere un altro: sistemi più semplici, comprensibili e capaci di garantire rappresentatività. “L’elettore deve poter sapere chi ha votato e dove è andato a finire il suo voto”, sottolinea.

 

Infine, la costituzionalista richiama anche il tema dei tempi delle riforme: intervenire troppo vicino alle elezioni rischia di compromettere ulteriormente la fiducia nel sistema.

 

In prospettiva, Trucco intravede la possibilità di una riforma condivisa, con aggiustamenti tra le forze politiche. Ma il rischio resta quello di continuare a cercare scorciatoie: “Illudersi che basti la legge elettorale per risolvere il problema della stabilità è qualcosa che l’esperienza ha già smentito”.

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