Legge elettorale tra preferenze e premio di maggioranza: a Telenord ne parla Paolo Becchi, filosofo del diritto

di Katia Gangale - Stefano Rissetto

Attualmente è in discussione una proposta di legge elettorale che prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza nazionale

Intervenuto a Liguria Live su Telenord, il filosofo del diritto Paolo Becchi ha affrontato il tema della legge elettorale, richiamando un suo articolo scritto insieme al costituzionalista Giuseppe Palma per paradoxaforum.com (leggi qui). Dal 2005 con l’introduzione del Porcellum, i cittadini italiani non possono più scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento, a causa di sistemi elettorali basati su liste bloccate e senza preferenze. Questa situazione, secondo Becchi e Palma, ha progressivamente ridotto la sovranità popolare e coinvolge tutte le principali forze politiche, senza eccezioni.

 

Attualmente è in discussione una nuova proposta di legge elettorale che prevede l’adozione di un sistema proporzionale con premio di maggioranza nazionale. La lista o coalizione vincente otterrebbe il premio solo superando il 40% dei voti, con possibilità di un secondo turno se nessuno raggiunge tale soglia. Il premio garantirebbe circa il 57% dei seggi, ma resterebbero i listini bloccati, quindi senza possibilità per gli elettori di esprimere preferenze.

 

L'ipotesi avanzata da Becchi e Palma, rilanciata dal primo in studio, riguarda un sistema proporzionale con premio di maggioranza, ritenendolo utile per garantire la governabilità, ma critica l’eccessiva entità del premio e propone di ridurlo al 55% dei seggi. Porta come esempio il Rosatellum, che pur senza premio ha già prodotto effetti maggioritari significativi, dimostrando come non sia necessario un “bonus” troppo elevato. Viene inoltre avanzata una proposta alternativa: un premio di maggioranza “variabile”, che cresca in base ai voti ottenuti, mantenendosi comunque entro un limite massimo di 15 punti percentuali. Questo sistema sarebbe più equilibrato e coerente con le indicazioni della Corte costituzionale.

 

Il punto centrale della critica riguarda però l’assenza delle preferenze. Per restituire centralità agli elettori e contrastare l’astensionismo, secondo Becchi e Palma è fondamentale reintrodurre la possibilità di scegliere i candidati: prposta quindi una preferenza singola, con una seconda opzionale per garantire la parità di genere.

 

Pur riconoscendo i rischi di clientelismo legati alle preferenze, tali problemi erano connessi alla preferenza multipla del passato e non a un sistema più limitato. In conclusione, il premio di maggioranza rappresenta già un vantaggio per i partiti e dovrebbe essere bilanciato dalla restituzione agli elettori del potere di scelta, per rafforzare la partecipazione democratica.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.