Insulti social alla Salis, 'Libere Femministe Genova': "Solidali con la sindaca, ma il problema arriva da lontano"
di R.P.
"Come femministe denunciamo da decenni l'utilizzo sessista del linguaggio e l'antica abitudine dell'insulto a sfondo sessuale rivolto alle donne"
Il collettivo Libere Femministe Genova, in merito alla vicenda degli insulti social alla sindaca Salis, torna a denunciare l’uso diffuso di un linguaggio sessista e degli insulti a sfondo sessuale rivolti alle donne, sottolineando come si tratti di un fenomeno trasversale che coinvolge ogni ambito sociale e politico.
In un comunicato, il collettivo LFG esprime solidarietà alla sindaca di Genova, Silvia Salis, così come alla presidente del Consiglio e a tutte le donne che subiscono offese, soprattutto sui social.
"Come femministe - scrivono - denunciamo da decenni l'utilizzo sessista del linguaggio e l'antica abitudine dell'insulto a sfondo sessuale rivolto alle donne: si tratta di un fenomeno ancora diffusissimo, assolutamente bipartisan e trasversale a prescindere da età, ambienti, provenienze, classi sociali. Per questo non possiamo che essere solidali nei confronti della Sindaca di Genova, così come della Prima Ministra e di qualsiasi altra donna, di qualunque schieramento politico, che denunci le offese ricevute sui social o altrove. Tuttavia ci piacerebbe che, almeno ogni tanto, coloro che da posizioni istituzionali fanno propri i concetti elaborati dal Femminismo, ne riconoscessero e citassero la provenienza, anziché presentare come "novità" o "scoperte" proprie argomenti su cui altre lavorano da anni. E soprattutto iniziassero a studiare a fondo le battaglie femministe, a conoscerne la ampia e complessa visione. Perché se da un lato il termine "p***ana" offende la Sindaca di centrosinistra, è bene poi chiedersi come mai la sua parte politica sia a favore del "sex work", lo consideri un "lavoro come un altro", tentando da anni di regolamentarlo e legalizzarlo (disegno di legge Spillabotte, PD, 2019), o addirittura lo proponga alle giovani come prospettiva di realizzazione personale e indipendenza economica (Festa dell'Unità del PD di Pesaro, 2024), salvo poi stupirsi quando gli effetti nefasti di questa propaganda producono episodi di violenza sempre più frequenti anche tra i giovanissimi. Detto questo, ricordiamo sommessamente a Silvia Salis che attendiamo ancora di capire come mai i suoi canali social siano aperti a chi la offende villanamente, e risultino invece tuttora inaccessibili ad un piccolo comitato locale di femministe".
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