Centri estivi a Genova, Cisl Fp contro le esternalizzazioni: “Personale interno sufficiente, ma mancano organizzazione e stabilizzazioni”

di R.S.

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"Il problema non è la disponibilità, ma la mancanza di una struttura amministrativa adeguata a organizzare e coordinare il lavoro"

Centri estivi a Genova, Cisl Fp contro le esternalizzazioni: “Personale interno sufficiente, ma mancano organizzazione e stabilizzazioni”

Si accende il confronto sulla gestione dei centri estivi comunali per la fascia 0-6 anni. Secondo la Cisl Funzione Pubblica Liguria, il Comune sarebbe orientato verso l’esternalizzazione del servizio, una scelta contestata dal sindacato che denuncia come il personale interno sia già disponibile a garantire le attività.

A sollevare la questione è Silvia Imparato, rappresentante della Cisl Fp Liguria, che sottolinea come i numeri dimostrino una partecipazione significativa: 54 adesioni nella scuola dell’infanzia e 129 nei nidi. “Le lavoratrici e i lavoratori ci sono e vogliono garantire il servizio – afferma –. Il problema non è la disponibilità, ma la mancanza di una struttura amministrativa adeguata a organizzare e coordinare il lavoro”.

Secondo il sindacato, invece di rafforzare l’organizzazione interna e valorizzare le competenze già presenti, l’amministrazione preferirebbe ricorrere ad appalti esterni, con il rischio di indebolire ulteriormente il patrimonio professionale dell’ente.

Non mancano critiche anche sul fronte economico. La Cisl Fp evidenzia infatti la mancata revisione degli incentivi per i collaboratori scolastici, nonostante – sostiene – le risorse sarebbero reperibili, come già avvenuto in altri ambiti. “Si continua a parlare di difficoltà economiche che, nei fatti, non trovano riscontro nei numeri – aggiunge Imparato – mentre si ignorano soluzioni interne più efficienti”.

Resta poi aperto il nodo delle stabilizzazioni. Molti lavoratori precari, in servizio dal 2020 nei settori educativi, sociali e amministrativi, avrebbero già maturato i requisiti previsti dalla cosiddetta Riforma Madia. Tuttavia, il percorso verso il contratto a tempo indeterminato risulta ancora fermo. Alcuni dipendenti, pur avendo raggiunto i requisiti di legge da mesi, non hanno ricevuto risposte sul proprio futuro occupazionale, rimanendo in una condizione di forte incertezza.

Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di avere conseguenze concrete anche sulla qualità dei servizi. “Il rischio è perdere professionalità già formate e pienamente operative, proprio mentre la città ne ha bisogno per garantire servizi essenziali alle famiglie”, evidenzia Imparato.

La Cisl Fp richiama inoltre l’attenzione sulle possibili ricadute sociali: molti lavoratori a termine potrebbero tornare alla disoccupazione durante l’estate, con conseguente ricorso alla Naspi. “Non è accettabile che chi ha garantito continuità ai servizi pubblici venga lasciato senza prospettive”, prosegue la sindacalista.

Da qui la richiesta di un cambio di rotta immediato nella gestione del settore educativo e scolastico comunale. Il sindacato chiede una programmazione stabile, non più emergenziale, e una scelta politica chiara: investire sulle risorse interne, rafforzare l’organizzazione e procedere senza ulteriori rinvii alle stabilizzazioni già previste dalla legge.

“Solo così – conclude Imparato – si possono garantire qualità dei servizi, continuità e dignità del lavoro”.

 

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