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Le contraddizioni sull’impiego dei vaccini

di Paolo Lingua

Le contraddizioni sull’impiego dei vaccini

Occorre fare una premessa: la diffusione incontrollata della pandemia a livello mondiale ha stimolato le aziende farmaceutiche internazionali na mettere a punto i vaccini a tempo di record. Poco più di sei mesi, rispetto al passato (neppure troppo lontano) quando occorrevano, come minimo, alcuni anni. La velocità di decollo ha creato, per forza di cose, incertezze e contraddizioni, a livello di vertici scientifici mondiali, facendo poi ricadere sulle istituzioni politiche scelte che hanno dato luogo a valutazioni differenziate e a contraddizioni sull’impiego dei farmaci. In realtà, è in corso una affrettata distribuzione dei vaccini per stringere i tempi della diffusione del virus e diminuire contagi, ricoveri e soprattutto la mortalità.

Sul piano obiettivo, la corsa in crescendo, in particolare nei Paesi ad alto livello sociale ed economico, alla somministrazione sta dando i suoi concreti risultati. Il ridimensionamento della diffusione della pandemia e il suo quasi annullamento, previsti tra settembre e ottobre, sembra un obiettivo concreto raggiungibile, dando ragione agli sforzi, solo per restare in Italia, dell’organizzazione creata in tempi stretti dal generale Figliuolo. C’è un aspetto comportamentale die nostri Paesi più evoluti che è difficile da controllare: vale a dire il “caso” drammatico, come il decesso dalla ragazza di Sestri Levante. Sono eventi che sono subiti nel Terzo Mondo, ma non accettati in Occidente. Di qui la decisione dei vertici sanitari (e quindi dell’esecutivo governativo) di annullare o ridimensionare l’impiego di AstraZeneca.  

Ora potrà essere somministrato soltanto ai cittadini al di sopra dei 60 anni e non sarà applicato per chi, sempre sotto i 60 lo ha già ricevuto, per la seconda dose.  Avremo quindi il mix di vaccini (Pfizer o Moderna) che saranno applicati nei prossimi mesi. I vertici sanitari e scientifici assicurano che il mix non dovrebbe creare problemi e che gli studi in proposito effettuati in questi mesi non hanno trovato alcun elemento negativo. Non mancano però i contrasti ne i dubbi, in particolare sollevati al livello di opinione pubblica frastornata da informazioni contraddittorie o parzialmente modificate di volta in volta. In particolare c’è una parziale sollevazione dei cittadini ancora da vaccinare nei confronti di AstraZeneca il cui impiego, a onore del vero, è stato modificato, sia pure non in assoluto ma in molti dettagli (in particolare per l’età dei destinatari più volte con continue e diverse valutazioni).

Ora si ha la netta sensazione che AstraZeneca, ma anche Johnson  & Johnson, saranno via via eliminati, un po’ per i dubbi degli scienziati, un po’ per il rifiuto di buona parte dei cittadini destinatari. Si andrà avanti, possibilmente ventre a terra per accelerare la somministrazione, con i vaccini di nuova concezione come Pfizer e Moderna che, obiettivamente, sino a ora, non hanno creato problematiche o dubbi. Di qui la “ribellione” della Campania  e lo scontro tra De Luca e Speranza, oltre che il “no” di molti cittadini che ancora devono ricevere la prima dose del vaccino. E

’ una realtà  complessa quella nella quale ci stiamo muovendo, nella quale ragionamenti scientifici e reazioni emotive si mescolano, tutto basato in una dimensione sociale generale più che comprensibile. La speranza è che, come annunciato più volte, siano in arrivo massicce forniture dei vaccini cosiddetti “sicuri” al fine di mantenere il ritmo ormai  raggiunto di somministrazione. Secondo gli ultimi dati, la somministrazione doppia in Italia è stata raggiunta da circa il 25% della popolazione. E’ un obiettivo più che discreto, considerato che prima dell’avvento del generale Figliuolo non c’è stata grande efficienza, ma che va raddoppiato al più presto. Tutti sperano di tornare alla normalità per il prossimo autunno.