Lavagna, costruisce una casa sull'albero per far giocare i bambini: per il Tar è una struttura abitabile, va demolita
di Riccardo Testa
La presenza di un piccolo tavolo e due sedie determinerebbe l'abuso edilizio. Il costo per l'abbattimento? 7.000 euro
Il Tribunale amministrativo regionale della Liguria ha decretato l'oneroso abbattimento di un abuso edilizio. E non si tratterebbe del cosiddetto "ecomostro" di Cavi, lo scheletro di edificio messo in cantiere nel 1960 e mai demolito che deturpa la bellezza naturale del luogo.
La vicenda è quella di Marco Rossi: lavagnino residente in via Garibaldi, aveva costruito per i suoi figli una casetta di legno, sospesa a quattro metri dal suolo sul fusto di una palma morta. Dipinta di colori pastello intonati al contesto e di accurata fattura, era dotata anche di un piccolo tavolo e due sedie, "arredo" funzionale ai giochi dei bambini.
Su segnalazione di alcuni agenti della Polizia Locale di Lavagna, un’ordinanza del Comune già tre anni fa, aveva equiparato l’opera a una costruzione propria e utilizzata stabilmente, e ne aveva disposto l’eliminazione. Il signor Rossi aveva presentato ricorso, ottenendo l'annnullamento dell'ordine di abbattimento. Ma a distanza di un anno e mezzo, è arrivata la sentenza.
Il Tar riconosce la solidità della costruzione, ma anche la sua precarietà funzionale, e non ha quindi caricato l'onere dell'abbattimento sul padrone di casa. Ma la spesa di 7.000 euro da affrontare sarà a carico del Comune di Lavagna.
«Per ora non la tocco - dice Rossi - ho sessanta giorni di tempo per decidere se fare nuovamente ricorso al consiglio di Stato o meno. Sono convinto che avrei tantissime possibilità di ribaltare la decisione, ma le spese possono essere un ostacolo. Vedrà cosa fare».
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