Latte crudo: le ultime stalle dell’appennino a rischio chiusura, appello a Regione Liguria
di Gilberto Volpara
Le linee guida del ministero rischiano di mettere fine all'attività per decine di micro imprese
Priorità numero uno, la sicurezza dei consumatori. Priorità numero due, evitare una battaglia tra tifoserie. Appello finale: non dimenticarsi di chi tiene in piedi i monti dell’appennino grazie all’allevamento e al lavoro contadino.
La vicenda può essere riassunta in poche righe con un’istanza alla politica nazionale e locale: “Ricordatevi di noi perché se le linee guida al vaglio del governo diventassero realtà, gran parte delle nostre aziende familiari sarebbero costrette alla chiusura immediata perché non in grado di fronteggiare i costi richiesti dalle nuove procedure”.
La preoccupazione viaggia tra le piccole stalle dell’appennino ligure dove albergano gli ultimi custodi di un territorio sempre più abbandonato e teatro di dissesto idrogeologico che solo la presenza dell’uomo può, in parte, arginare da un destino segnato.
Quale è la questione? “Dopo il caso del bambino deceduto per aver mangiato un formaggio di malga contaminato da escherichia coli Stech, il ministero sta valutando disposizioni che potrebbero imporre controlli giornalieri sulla cagliata di chi lavora a latte crudo. Una modifica rispetto all’attualità che sta prevedendo due controlli al mese sul latte e due all'anno sul prodotto. Una novità, quella in fase di valutazione, che significherebbe un esborso economico ingente – 40 euro a prelievo – e la necessità di portare i formaggi all’esame delle autorità competenti a oltre un’ora di macchina ogni giorno con costi aggiuntivi e insostenibili tanto di tempo quanto di soldi” spiegano alcuni allevatori dell’entroterra genovese.
“L’unica certezza è quella di una morte immediata per la categoria” dicono alcuni giovani imprenditori agricoli, attivi alle spalle del capoluogo ligure, a un mese dal Festival della Mucca Cabannina andato in scena a Serra di Serra Riccò (vedi link telenord.it/benvenuti-in-liguria-alla-scoperta-della-mucca-cabannina-90679 ).
Il comparto prova così l’ennesimo fronte comune compattando un baluardo bandiera per il comparto alimentare italiano: “Disponibili a modifiche, ma se Regione Liguria desse luce verde a una simile modifica saremmo costretti a chiudere le nostre stalle abbandonando qualsiasi presidio”.
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