La protesta dei pescatori sportivi: lenze lanciate nella fontana di De Ferrari

di Marco Innocenti

"In Liguria non ci sono più spazi per il nostro hobby preferito. E abbiamo anche pagato per avere i permessi"

Con le canne in piazza De Ferrari e le lenze lanciate nell'acqua della fontana. E' così che hanno scelto di protestare i pescatori sportivi liguri, preoccupati dopo l'annuncio del divieto di pesca sulla Diga Foranea del porto di Genova. "Eppure abbiamo speso i nostri soldi per pagare i nostri permessi - ci raccontano alcuni di loro - Prima si sono intascati i nostri soldi e ora ci vietano di praticare il nostro passatempo preferito, senza nemmeno darci una spiegazione circa i motivi. Semplicemente non si può".

Ma il divieto imposto sulla Diga Foranea sarebbe solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: "Il problema è più vasto - dicono i manifestanti - Qui in Liguria e a Genova in particolare, non abbiamo più spazi da cui pescare. All'interno dei porti non si può perché si rischiano verbali anche da migliaia di euro, gli altri spazi ormai sono tutti occupati da porticcioli per l'approdo ed anche lì non si può. Noi siamo soprattutto pensionati, vogliamo solo continuare a passare il nostro tempo e divertirci con il nostro sport preferito. Ma per farlo non possiamo mica fare chilometri e chilometri per andare a cercare un ultimo lembo dove non ci siano divieti".

Alla protesta dei pescatori, si sono uniti anche i proprietari di negozi di articoli per la pesca: "I nostri sono quasi sempre piccoli negozi, magari a conduzione familiare. Stringere sempre più questi divieti mette in crisi anche noi. Non siamo grandi aziende con centinaia di dipendenti e quindi non veniamo difesi da sindacati e simili ma, di questo passo, finiremo in ginocchio".

"Quello che chiediamo alla Regione - concludono - è che riveda le sue ultime decisioni e ci permetta di tornare a pescare all'interno dei porti, com'è sempre stato. In particolare, dalla Diga Foranea, dove non ci sono certo pericoli".