L'impronta di una scarpa sul corpo della bimba di Bordighera

di c.b.

2 min, 57 sec
L'impronta di una scarpa sul corpo della bimba di Bordighera

Un segno sul corpo della piccola Beatrice, simile all’impronta di una scarpa e dai contorni non perfettamente definiti, potrebbe rappresentare un elemento decisivo per chiarire le cause del decesso della bambina, morta lo scorso 9 febbraio.

È quanto emerge dall’autopsia eseguita nei giorni scorsi dall’équipe coordinata da Francesco Ventura, direttore dell’Unità operativa di Medicina legale dell’ospedale San Martino di Genova, consulente incaricato dalla Procura della Repubblica di Imperia. Tra lividi ed ecchimosi, quel particolare riscontrato su un arto inferiore della bimba è ora al centro dell’attenzione investigativa, poiché potrebbe contribuire a ricostruire con maggiore precisione la dinamica degli eventi.

Secondo l’ipotesi investigativa attualmente privilegiata dalla Procura di Imperia  la piccola potrebbe essere stata colpita, forse più volte. Le indagini, affidate ai carabinieri, proseguono in attesa dei risultati degli esami istologici sui campioni prelevati durante l’autopsia e delle analisi tecniche condotte dal Ris di Parma. Solo questi accertamenti potranno fornire elementi oggettivi utili a consolidare o smentire il quadro accusatorio. Lo si legge sulle pagine de "Il Secolo XIX".

I medici legali ipotizzano che il decesso possa essere stato determinato da una serie di concause culminate in un’emorragia cerebrale, rivelatasi fatale con il passare delle ore. Del collegio peritale fanno parte anche Enzo Profumo, nominato dal padre della bambina Maurizio Rao (attualmente detenuto), Andrea Peirano, consulente di Emanuel Iannuzzi — compagno della madre della piccola, Manuela Aiello, indagato per omicidio preterintenzionale in concorso — e Maria Chiara Lavorato, indicata dalla famiglia Aiello.

Nel frattempo la madre della bambina continua a dichiararsi estranea ai fatti. Durante un recente colloquio in videochiamata con i suoi legali, gli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni, avrebbe ribadito con fermezza la propria innocenza: “Non le ho mai fatto del male”. La donna, detenuta nel carcere di Pontedecimo dalla sera del 9 febbraio, respinge l’accusa di omicidio preterintenzionale e sostiene che la morte della figlia possa essere riconducibile a una caduta dalle scale avvenuta nei giorni precedenti. Una ricostruzione che, tuttavia, lascia ancora aperti numerosi interrogativi per gli inquirenti e per gli stessi consulenti tecnici, i quali non escludono che le lesioni visibili sul corpo della bambina possano essere compatibili con l’intervento di terzi.

La difesa attende ora gli esiti delle analisi scientifiche. “Prima di qualsiasi valutazione definitiva, attendiamo i risultati degli esami istologici, che potrebbero arrivare entro una ventina di giorni”, ha dichiarato l’avvocato Corbetta, sottolineando come la sua assistita abbia ripercorso nel dettaglio gli eventi del fine settimana precedente alla tragedia.

Parallelamente proseguono gli accertamenti tecnici del Ris di Parma nelle abitazioni frequentate dalla bambina: la villetta di strada Morghe, a Montenero, sulle alture di Bordighera, e la casa di località Massabò a Perinaldo, dove risiede Iannuzzi. I rilievi, estesi anche alle aree esterne, mirano a raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti.

Profondo il dolore del padre, Maurizio Rao, detenuto da novembre per un’altra vicenda giudiziaria legata a presunti maltrattamenti denunciati dall’ex compagna. Il suo legale, Mario Ventimiglia, riferisce che l’uomo è provato dalla perdita della figlia e ha espresso il desiderio di partecipare alle esequie, in attesa dell’autorizzazione della Procura.

Anche la difesa di Iannuzzi invita alla prudenza. “È una fase estremamente delicata – ha commentato l’avvocato Cristian Urbini – e occorre attendere gli esiti degli accertamenti clinici e scientifici prima di trarre conclusioni”.

 

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.