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L'ambigua vicenda dei rapporti con la Cina

di Paolo Lingua

L'ambigua vicenda dei rapporti con la Cina

Dopo l’incontro tra Biden e Putin, non si sono chiariti del tutto i rapporti reali tra i Paesi dell’occidente e la Cina. Si è rimasti, nelle dichiarazioni ufficiali, per molti aspetti nel vago, Italia in primis. Meglio dire, sino in fondo, la verità. Sul piano teorico e ideologico l’Occidente  è mille miglia distante dalla Cina sulle questione dei diritti civili, delle libertà individuali e ideologiche e sulla libertà di opinione. La Cina, sia detto con la mass9ima tranquillità, è un regime assoluto nel quale il governo e il ceto dirigente manovrano nel loro assoluto interesse magistratura, esercito e forze dell’ordine. Per gli oppositori non c’è spazio a tutti i livelli. Al tempo stesso, la Cina, concluso il periodo maoista, ha iniziato una linea di crescita economica grazie alle linee operative di Deng Xiaoping dalla prima metà degli anni Ottanta.

Su questo slancio, reso possibile anche da una politica centralizzata e autoritaria, la Cina è diventata un colosso mondiale con forti ambizioni di leadership. Questo spiega la politica di Biden che punta a un asse con l’Ue e con l’Inghilterra per dare vita a una alternativa. Inutile però nascondersi dietro un angolo: molte imprese occidentali, anche di grandi dimensioni, fanno affari con la Cina, con la massima disinvoltura. Queste imprese, di cui molte italiane in particolare nel mondo dello shipping, hanno preferito tacere in questi giorni di summit tra l’America, l’Ue e gli altri stato occidentali. Curiosamente in Italia sono emerse invece non poche voci filocinesi, anche in aperto contrasto con la linea governativa.

C’è stata, come è emerso sulla cronaca dei giorni scorsi, la sortita di Beppe  Grillo, dopo la visita all’ambasciata, ma sono emerse dichiarazioni tutte in senso positivo nell’area degli ex grillini dissidenti, per non parlare d’un giudizio, a sua volta positivo, di D’Alema, da tempo molto distante dalle posizioni del Pd. Il discorso è complesso. C’è da sempre una componente ideologica della sinistra che, negli anni in cui vennero prese parzialmente le distanze dal partito comunista russo, vedevano in chiave positiva il pragmatismo economico di Deng Xiaoping, inteso con alterativa alla visione massimalista di Mao Zedong  negli ultimi anni del suo regime assoluto e personale. Sono residui d’un tentativo di “salvare” una parte del messaggio comunista sconfitto senza alternative dalla storia e finito con la Caduta del Muro di Berlino in Europa.

Ma, al di là delle problematiche della paleosinistra, c’è dell’altro. Come si accennava prima, ci sono in Italia, e nel resto dell’Occidente, molte grandi imprese che operano da anni regolarmente con la Cina con vistosi vantaggi economici. Ci sono aspetti inquietanti , emersi proprio nelle ultime settimane a livello del parlamento europeo, che riguardano il settore agricolo e alimentare con l’arrivo nei nostri Paesi di prodotti discutibili sia sul piano chimico sia sul piano agricolo. Per non parlare di molti settori industriali e dello shipping. Ci sono prodotti e sistemi che sono in netto contrasto con la linea italiana di sempre e mettono in difficoltà molte nostre eccellenze soprattutto nel settore agricolo e alimentare, un tema che ha già provocato non poche polemiche a livello della legislazione dell’Ue ritenuta troppo permissiva dietro al spinta mdi forti interessi economici.

Restano molti punti interrogativi sulle prospettive decollate un paio d’anni fa sulla cosiddetta “via della seta” , ovvero un sistema trasportistico via terra e via shipping tra la Cine il mondo occidentale in particolare europeo. Sono questi, al di là delle divagazioni ideologiche che hanno il tempo che trovano, i temi più complessi che si possono interpretare, senza conoscere sino in fondo la realtà di quanto è stato detto a livello di vertici, cercando di capire le dichiarazioni di Mario Draghi. Le distanze ideologiche e politiche sono ovvie, ma sono una realtà che viaggia in parallelo ma distante dai grandi temi dell’economia mondiale.