Incidente mortale in porto: inverosimile colpo di sonno del conducente

di Redazione

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Incidente mortale in porto: inverosimile colpo di sonno del conducente

Non un colpo di sonno né una distrazione ma una "risposta anomala del conducente" sarebbe all'origine dell'investimento mortale all'interno del Psa di Pra', avvenuto la notte tra il 17 e il 18 dicembre 2024 e costato la vita al portuale della Culmv Giovanni Macciò.

E' la conclusione dell'ingegnere Filippo Begani che ha depositato la perizia sull'incidente mortale chiesta dalla Procura.

Alla guida della ralla che aveva travolto e ucciso Macciò c'era il collega di 56 anni Patrizio Randazzo, deceduto alcuni mesi fa per cause naturali. La Procura aveva indagato, oltre a Randazzo, anche cinque dirigenti e tecnici del Psa e il console della Culmv Antonio Benvenuti. Dalle 134 pagine di perizia, svolta in contraddittorio con gli indagati (assistiti dagli avvocati Pietro Bogliolo, Paolo Costa e Andrea Vernazza) è emerso in primo luogo che i mezzi funzionavano perfettamente: "I test di frenata, effettuati sui mezzi, hanno dimostrato il corretto funzionamento degli impianti di frenata e sterzo, escludendo guasti meccanici come causa diretta dell'incidente".

Per analizzare la manovra sono stati eseguiti rilievi e test a partire dai dati contenuti nella scatola nera della ralla investitrice che hanno fornito elementi precisi su traiettoria, velocità, accelerazione del mezzo. E tutta la sequenza della manovra secondo il perito, dalla curva a U, alla velocità massima raggiunta di 29 km/h, all'accenno di frenata solo a 0,7 secondi dall'impatto non è verosimilmente compatibile con l'ipotesi del colpo di sonno che avrebbe portato a una traiettoria diversa del mezzo o a una distrazione che avrebbe indotto a una manovra correttiva diversa. Per il perito "la mancata reazione correttiva adeguata e la continua accelerazione fino a pochi istanti prima dell'urto suggeriscono che la risposta del conducente sia stata anomala".

Nel documento emerge inoltre che sulla base delle verifiche compiute sulle visite mediche obbligatorie a cui Randazzo doveva sottoporsi per il tipo di lavoro che svolgeva, nonostante fosse stato adibito alla guida della ralla "al momento dell'infortunio, non aveva un giudizio di idoneità in corso di validità e che," l'ultima visita (luglio 2023) era stata condotta per una mansione che non contemplava la guida dei mezzi di movimentazionei". Randazzo, con il suo avvocato Paolo Scovazzi, aveva parlato di un colpo di sonno dovuto forse anche all'assunzione di alcuni farmaci. Dalla perizia non sembrano rilevare responsabilità da parte del Psa che doveva organizzare il lavoro sul piazzale. La pm Pischetola attende anche la consulenza medico legale per trarre le sue conclusioni.

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