Corso Italia, la passeggiata che ha cambiato Genova tra mare, architettura e proteste popolari

di Redazione

Nata tra il 1909 e il 1915 come elegante promenade sul mare, Corso Italia è oggi uno dei simboli più riconoscibili di Genova. Ma il progetto originario era molto più ambizioso: avrebbe dovuto estendersi fino a Sturla, attraversando quartieri storici poi salvati dalla protesta dei residenti.

Origini – L’idea nasce all’inizio del Novecento, quando cambia il rapporto tra città e mare. Non più solo porto e lavoro, ma anche svago e balneazione. Corso Italia viene progettata come passeggiata panoramica, in linea con le nuove mode dell’epoca.

Progetto – L’ingegnere Dario Carbone immaginava un tracciato molto più lungo, fino a Sturla. Il piano prevedeva interventi invasivi su quartieri come Boccadasse e Vernazzola, considerati allora edifici “vecchi” e sacrificabili.

Proteste – A fermare l’espansione fu la popolazione locale. I pescatori di Boccadasse si opposero con forza, temendo la perdita del proprio lavoro. A differenza di altre zone industrializzate, qui prevalse la difesa del territorio.

Architettura – Nel tempo, Corso Italia è diventata una sorta di laboratorio a cielo aperto. Tra anni ’20 e ’70 si sviluppano edifici molto diversi tra loro: dall’eclettismo decorativo alle linee moderne. “Era una palestra di architettura”, emerge dal racconto dell'architetto Luca Mazzari, segnata dal passaggio tra vecchie e nuove scuole.

Edifici simbolo – Tra i più rappresentativi: il Parco Hotel in stile Coppedè, la “casa-nave” di Gambacciani e gli iconici “televisori” degli anni ’70. Tutti esempi di una continua sperimentazione stilistica.

Lido – Cuore sociale della zona, il Lido di Albaro è stato per anni uno dei più grandi stabilimenti d’Europa e centro della vita mondana cittadina, tra eventi, spettacoli e incontri culturali.

Oggi – Corso Italia resta una delle passeggiate più amate, spesso paragonata alla Promenade des Anglais di Nizza. Tra piste ciclabili, spazi pedonali e vista mare, mantiene un fascino unico, pur tra criticità urbane e manutentive.

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