Il vaccino, l’unica e vera carta vincente

di Paolo Lingua

Il vaccino, l’unica e vera carta vincente

E’ molto positivo apprendere che gli italiani “over 80” stanno muovendosi in crescendo verso il terzo vaccino. E hanno ragione e si muovono con molta razionalità. Hanno capito che il vaccino è la vera arma concreta per frenare, rallentare e , nel tempo, annullare la pandemia. Inoltre hanno perfettamente capito di essere la fascia d’età che corre i maggiori rischi. E, in effetti, a verificare i dati sulle ospedalizzazioni e sulla mortalità, si capisce, senza essere scienziati, che il rischio maggiore è legato all’indice di età, perché il Covid si aggancia ad altri limiti dello sato di salute della persona colpita. La corsa degli ultraottantenni al virus è una realtà positiva, che avrà effetto sugli indici di mortalità. Ma, al tempo stesso, adesso dovrebbe decollare un crescendo verso il vaccino della fascia d’età che va dai 60 agli 80 anni. In questo caso, anche sulla base delle precedenti esperienze, la situazione è memo ottimistica, perché permangono diffidenze e diffusioni di informazioni antiscientifiche.

La speranza – accanto ovviamente all’impegno – dei vertici del Governo e della sanità è di incrementare tutte le quote di vaccinati per ogni fascia d’età, mantenendo anche l’obbligo del “green pass” almeno sino alla prossima primavera. Infatti i dati dell’incidenza vaccinale sono buoni, in linea generale, ma non omogenei in tutte le regioni. Infatti Sicilia, Sardegna, Calabria e altre regioni del Mezzogiorno, sono in fondo alla classifica. Un discorso che, solo per restare al ragionamento in casa propria, in parte anche per la Liguria. Tanto è vero che sia nel settore della scuola (insegnanti, assistenti, tecnici, ecc.) sia dei giovani tra i 12 e i 19 anni, il dato di vaccinazione è inferiore di almeno un punto e a volte un punto e mezzo, rispetto alla media nazionale. Questo dato, che non va sottovalutato, non è chiaro da cosa derivi: dall’indice di immigrati in particolare dall’Africa? Oppure da certe diffidenze dei giovani? Oppure dalla diffusione di fake news? Infine, più semplicemente, dal fatto che non è facile raggiungere la popolazione dell’entroterra?

Non sono riflessioni casuali e sarà importante che tutte le realtà civiche e sanitarie di diano da fare per raggiungere gli obiettivi migliori. Una attenzione particolare va accentuata inoltre sulle scuole di ogni ordine e grado dove, sempre secondo le statistiche nazionali, la Liguria non è ai livelli migliori delle regioni del Nord. La questione fondamentale, anche sul piano psicologico, è di non abbassare la guardia perché ormai è dimostrato che la chiave di volta per annullare la pandemia è l’incidenza della vaccinazione. E, di conseguenza, è importante, per non dire fondamentale, mantenere l’obbligo del “green pass” almeno sino alla prossima primavera. Lo dimostra il fatto che in molti Paesi europei, anche di alto livello di vita, come   l’Inghilterra, sono ormai intenzionati, con il rialzo delle infezioni, a reintrodurre il “pass” e a porre nuove restrizioni e limiti. Il “pass” e altre regolamentazioni hanno comunque inciso su un aumento dei vaccini da chi si è reso conto che è assurdo sottoporsi tre volte la settimana al tampone (con le spese connesse) oppure di rischiare la sospensione dallo stipendio.

Una parte dei “no vax” si sono convertiti e si spera che altre tranche si decidano nello stesso senso. Anche perché il popolo dei nemici del vaccino e dei negazionisti è bizzarro ed eterogeneo e solo una parte conta di usare la protesta o la ribellione irrazionale a fini politici come le frange patetiche dei reduci delle Brigate Rosse, degli anarchici e del popolo neofascista che ormai non trova più casa neppure vicino o all’ombra dei  partiti della destra sovranista che appaiono ormai imbarazzati. Gli spazi sono destinati a restringersi perché  la pandemia è una realtà seria e il nostro Paese, e tutte le altre Nazioni, vogliono al più presti tornare alla normalità e soprattutto alla ripresa economica.