Il rigassificatore resta a Piombino. Sospiro di sollievo a Savona e a Vado Ligure

di Claudio Baffico

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Il rigassificatore resta a Piombino. Sospiro di sollievo a Savona e a Vado Ligure

Una proroga inserita dal Governo in un decreto legge recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale stabilisce che il rigassificatore resterà nel porto di Piombino. La disposizione chiarisce così il futuro dell’impianto energetico, rimasto negli ultimi mesi al centro di diverse ipotesi di trasferimento.

Il provvedimento contribuisce a superare le incertezze emerse nel dibattito più recente. In particolare, viene di fatto accantonata la possibilità di spostare la nave rigassificatrice a Porto Vado, confermando la permanenza dell’infrastruttura nelle acque toscane almeno per il momento, in attesa di una eventuale collocazione alternativa.

La norma è stata inserita nel decreto dedicato ai commissari straordinari e alle concessioni ed è stata pensata, come indicato nel testo, per garantire la continuità degli approvvigionamenti energetici nazionali.

Nel dettaglio, il decreto prevede che gli impianti di rigassificazione con autorizzazioni in scadenza entro il 31 dicembre 2026 possano continuare a operare sulla base dei permessi già rilasciati, compresa l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). La possibilità di proseguire l’attività è subordinata alla presentazione di una richiesta di rinnovo o di una nuova autorizzazione entro il 30 giugno 2026.

La nave rigassificatrice gestita da Snam era stata posizionata a Piombino nel 2023 a seguito di un accordo con il commissario straordinario e presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che prevedeva una permanenza non superiore a tre anni.

In una fase iniziale la Liguria si era proposta come possibile destinazione alternativa, indicando la rada di Vado Ligure. Era stata infatti avviata una procedura di valutazione di impatto ambientale, rimasta però a lungo ferma presso il Ministero dell’Ambiente.

Il successivo cambio di orientamento della Regione Liguria, con il no espresso dal presidente Marco Bucci, ha di fatto escluso il trasferimento. Di fronte a questo scenario, Snam ha chiesto al presidente Giani una proroga della permanenza a Piombino e al Ministero un prolungamento dell’Aia.

“Ringrazio tutti: sindaci, comitati, associazioni, parti sociali, categorie economiche e cittadini che in questi mesi hanno fatto squadra per evitare che il rigassificatore arrivasse a Savona-Vado. È la dimostrazione che quando il  territorio savonese si unisce e difende con determinazione le proprie ragioni può ottenere risultati importanti”, dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello dopo la conferma ufficiale che l’impianto resterà a Piombino e non verrà trasferito nello scalo savonese, come annunciato dal governo nel decreto in materia di commissari straordinari e concessioni.  
 
“Fin dall’inizio - prosegue - ho espresso la mia contrarietà a un’ipotesi che avrebbe avuto ricadute pesanti per il nostro territorio dal punto di vista sanitario-ambientale e per l’equilibrio del sistema economico e portuale savonese. In consiglio regionale sono stato l’unico rappresentante del territorio a portare avanti con chiarezza questa posizione, ma non mi sono mai sentito solo: la forza mi è arrivata dal sostegno costante di tantissime persone che non hanno mai fatto mancare stima, partecipazione e affetto e dalle forze politiche di opposizione tutte”.
 
“Questo risultato – aggiunge Arboscello – non appartiene a una sola persona o a una sola istituzione, ma a una comunità intera che ha saputo mobilitarsi con serietà, responsabilità e spirito unitario. Il territorio savonese ha dimostrato di saper difendere le proprie prospettive di sviluppo e la qualità del proprio ambiente, chiedendo scelte coerenti e rispettose delle sue caratteristiche”.
 
“Essere riusciti a evitare l’arrivo del rigassificatore rappresenta un passaggio importante per il futuro del porto e della costa savonese. Sono felice e soddisfatto di aver contribuito, facendo la mia parte in consiglio regionale, alla tutela del mio territorio e dei cittadini. La reazione del territorio e il risultato spero siano un monito chiaro a chi pensa oggi come ieri di calare scelte dall'alto”, conclude il consigliere regionale facendo un chiaro riferimento alla questione termovalorizzatore.

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