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Il premier Conte: "Arcelor punta al disimpegno o al taglio di 5mila lavoratori"

di Marco Innocenti

"Il problema non è lo scudo penale: l'abbiamo offerto ed è stato rifiutato"

Circa dodici ore di trattativa e di riflessione poi il premier Giuseppe Conte ha spiegato i nuovi confini della vicenda Ilva-Arcelor Mittal, nel corso di una conferenza stampa convocata nel cuore della notte. "Abbiamo offerto all'azienda lo scudo penale - ha detto Conte - ma è stato rifiutato. Il problema è di natura industriale". Com'era nell'aria da diverse ore, dall'azienda è arrivata una richiesta di "cinquemila esuberi", circa la metà degli attuali dipendenti insomma.

"Vogliono il disimpegno o un taglio di 5mila lavoratori - ha spiegato ancora Conte - ma nessuna responsabilità sulla decisione dell'azienda può essere attribuita al governo". Parolee che fanno capire come, in seno al governo, sia forte ormai la tentazione di andare allo scontro frontale con Arcelor: "L'Italia è un Paese serio, non ci facciamo prendere in giro - ha sentenziato il premier - Al momento la via concreta è il richiamo alla loro responsabilità". 

Le parti si sono poi aggiornate. Fra due giorni dovrebbe esserci un nuovo incontro o, comunque, una nuova proposta d'intesa fra governo e Arcelor Mittal. Per questo, il richiamo di Conte è alla compattezza di tutte le forze politiche, anche quelle dell'opposizione: "Chiameremo tutto il Paese a raccolta" ha detto ancora.

Oggi intanto la sola Fim ha indetto uno sciopero di 24 ore nello stabilimento di Taranto. Nessuna manifestazione, almeno per adesso, a Cornigliano, dove si è scelto di indire un'assemblea dei lavoratori per venerdì mattina. Probabile però che, da quell'assemblea, escano data e ora delle prime mobilitazioni anche a Genova.

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