Il messaggio di monsignor Tasca: “Pasqua è speranza: siate costruttori di pace”

di Anna Li Vigni

Un pensiero speciale lo ha rivolto ai giovani: "Non chiedetevi solo che cosa volete fare da grandi, ma che cosa volete fare di grande"

Un messaggio di speranza, concreto e profondo, quello che l’Eccellenza rivolge ai fedeli e a tutti gli uomini e le donne in occasione della Pasqua. Un augurio che va oltre la dimensione religiosa e si apre all’intera comunità, invitando ciascuno a riscoprire il senso autentico di questa festa.

"Santa Pasqua a tutti gli uomini e le donne di buona volontà" è l’esordio, che racchiude già il cuore del messaggio: essere oggi uomini e donne di speranza. Una speranza che non significa illudersi che tutto sia perfetto, ma credere che ogni cosa abbia un significato. Ed è proprio nella Pasqua che, per i credenti, questo senso si manifesta con chiarezza: "La morte non ha l’ultima parola, ma la vita", una vita piena e destinata a durare per sempre.

In questa prospettiva, anche le difficoltà, le fatiche e le prove possono trovare un valore, se vissute con uno sguardo capace di andare oltre. "È davvero importante essere uomini e donne di speranza", sottolinea l'arcivescovo,  invitando tutti a saper dare senso a ciò che accade nella propria vita e nel mondo.

La Chiesa, in questo tempo complesso, è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale: "Essere vicino, condividere le fatiche e cercare insieme risposte". Un impegno che coinvolge anche le istituzioni, con l’obiettivo di offrire soluzioni concrete e far sentire ogni persona meno sola.

Il messaggio pasquale diventa anche un invito alla pace e alla solidarietà. "Essere prima di tutto uomini e donne di pace", capaci di costruirla ogni giorno: in famiglia, sul lavoro, nel tempo libero. Essere costruttori di pace significa anche "disarmare le parole", perché possono essere dono ma anche ferita.

Per l'arcivescovo Marco Tasca, la celebrazione della Pasqua, in particolare la veglia pasquale, rappresenta un momento di grande gioia e speranza: "Quanto è bello pensare che ancora giovani e adulti si sentono affascinati da Gesù e dal Vangelo". Quest’anno, undici persone riceveranno il battesimo, segno concreto di una fede viva.

Un pensiero speciale è rivolto ai giovani: "Non chiedetevi solo che cosa volete fare da grandi, ma che cosa volete fare di grande". Un invito a sognare in grande e a non fermarsi alla superficialità, cercando un progetto di vita significativo.

La Pasqua, infatti, non è solo un momento dell’anno, ma una realtà da vivere ogni giorno. "Il quotidiano è il luogo in cui siamo chiamati a essere uomini e donne di speranza", anche nelle difficoltà, perché "La fatica e il dolore non hanno l’ultima parola".

Alla domanda su cosa vorrebbe trovare nell’uovo di Pasqua, la risposta è chiara: "La condivisione di un grande sogno che ci accomuna". In un tempo segnato dalle divisioni, il vero valore è mettere insieme le differenze, trasformandole in ricchezza.

Il messaggio finale è un augurio semplice ma intenso: "Una Santa Pasqua a tutti". Non solo una festa che ritorna ogni anno, ma un’occasione per vivere meglio insieme e costruire, giorno dopo giorno, un mondo più umano e solidale.

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