Il “Giardino dei Polpi” a Sturla dà i primi risultati, Puzone (Underwater Dome): “Segnali concreti di ripopolamento”
di Luca Pandimiglio
“Vogliamo mostrare quanta bellezza ci sia nel nostro mare e sensibilizzare sulla necessità di proteggerlo"
GENOVA – A un anno dall’avvio, il progetto “The Shelter” mostra i primi risultati concreti nei fondali della Baia di Sturla. L’iniziativa, promossa dall’associazione Underwater Dome, punta alla creazione di un corridoio ecologico subacqueo e alla tutela della biodiversità marina.
A fare il punto è Mario Puzone, responsabile della Onlus: “Il progetto nasce per proteggere e raccontare la bellezza del mare, con l’obiettivo di istituire il primo corridoio ecologico subacqueo del Tirreno”.
L’installazione, avviata tra giugno e settembre dello scorso anno, ha visto la posa di oltre cento anfore a una profondità di circa 20-25 metri, pensate come rifugi per l’Octopus vulgaris, il polpo comune del Mediterraneo. Un’idea sviluppata in collaborazione con diverse realtà, tra cui il Circolo Nautico Sturla e l’associazione Casa dei Pesci.
Nei giorni scorsi si è svolta una nuova immersione di monitoraggio, che ha coinvolto oltre venti subacquei in un’attività di citizen science. “Abbiamo mappato nuovamente i fondali e rilevato segnali molto incoraggianti di colonizzazione – spiega Puzone –. Nonostante condizioni del mare non ottimali, siamo riusciti a osservare diverse presenze”.
Tra le scoperte più significative, anche quella di un polpo femmina probabilmente intento a deporre le uova: “Un segnale importante – sottolinea – che dimostra come il progetto non solo funzioni, ma contribuisca a valorizzare un’area che, pur essendo vicina alla città, mantiene un’elevata qualità ambientale”.
Le anfore sono state posizionate su fondali sabbiosi e a una certa distanza dalla costa, una scelta legata alle abitudini della specie: “Il polpo è un animale costiero, ma predilige ambienti tranquilli, con acqua più fredda e maggiore visibilità. Inoltre, a quelle profondità i rifugi naturali sono scarsi, quindi il nostro intervento risulta ancora più utile”.
L’obiettivo non è solo scientifico, ma anche divulgativo: “Vogliamo mostrare quanta bellezza ci sia nel nostro mare e sensibilizzare sulla necessità di proteggerlo, anche da fenomeni come il prelievo eccessivo sotto costa”.
Il progetto proseguirà nelle prossime settimane con nuovi monitoraggi e la possibile attivazione di collaborazioni per un presidio costante dell’area: “L’idea è arrivare ad avere una fotografia quasi settimanale dello stato dei fondali”, conclude Puzone.
Un’iniziativa che unisce tutela ambientale, ricerca e partecipazione, restituendo al mare uno spazio vitale e offrendo nuove prospettive per la salvaguardia degli ecosistemi costieri.
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