Il Comune di Genova diffida il Municipio: "Niente patrocinio all'evento anti omofobia"

di Fabio Canessa

Polemica a Ponente, Bucci: "Vogliamo solo far rispettare le regole". Ma Chiarotti non retrocede

Il Comune di Genova diffida il Municipio: "Niente patrocinio all'evento anti omofobia"

Polemica tra Comune e Municipio Ponente sul patrocinio concesso dalla municipalità al Liguria Pride o, meglio, un'iniziativa collaterale che si svolgerà venerdì prossimo nel municipio Ponente. Il Municipio guidato da Claudio Chiarotti (Pd) ha ricevuto una lettera di diffida dalla direzione generale del Comune di Genova, dal proseguire nel patrocinare l'evento "Diritti a Ponente: Omofobia, diritti civili e il senso della Democrazia".

Per il direttore generale Antonino Minicuci non c'è dubbio che l'iniziativa "travalichi lo specifico ambito locale entro cui può esercitarsi la competenza municipale in materia ed abbia, viceversa, una valenza cittadina ed ultracittadina sia per la tematica affrontata che non è certamente limitata al territorio del Municipio". Il direttore generale di Tursi sottolinea che "l'evento è inserito nella cornice del Liguria Pride 2019, manifestazione che il Comune non intende patrocinare".

Ad insorgere contro la lettera è tutto il centro sinistra dai gruppi in Municipio a quelli di Tursi a quelli regionali. "Una diffida paradossale - dicono Pd, Lista Crivello, A Sinistra - come se il tema dei diritti civili, avesse dei confini all'interno dei quali sarebbe legittimo parlarne".

I gruppi del centro sinistra ritengono la diffida "una grave minaccia all'autonomia dei Municipi, chiederemo di confermare il patrocinio. Ci auguriamo che anche il Sindaco di Genova prenda le distanze dalla nota del Direttore Generale". Per il parlamentare europeo Brando Benifei (Pd) "è un atto gravissimo contro una manifestazione che difende la dignità e i diritti delle persone".

Per la deputata del Pd Raffaella Paita il caso "è l'ennesima conferma di quanto terreno stiamo perdendo a causa di una destra retrograda quando si parla di diritti civili. Abbiamo il dovere di denunciare l'atteggiamento del sindaco Bucci nei confronti del presidente del municipio Ponente Chiarotti. Caro Bucci Genova non la pensa come te. Questa è sempre stata una città gay-friendly e ben venga il patrocinio a una manifestazione bella che certifica esattamente da che parte devono stare le istituzioni".

Il consiglio municipale del Ponente ha ribadito che patrocinerà l'evento "Diritti a Ponente" che si svolgerà a Pegli il prossimo 24 maggio convegno collegato al Liguria Pride del 15 giugno, nonostante la diffida arrivata dalla segreteria generale del Comune di Genova. Lo hanno deciso i gruppi di maggioranza e parte dell'opposizione (M5S e Chiamami Genova) ribadendo l'intenzione di restare fermi sulla decisione.

La posizione è stata assunta nella seduta del pomeriggio anche a seguito dell'interrogazione presentata dalla maggioranza in cui il capogruppo di A Sinistra, Filippo Bruzzone, ha chiesto al presidente Claudio Chiarotti di informare il consiglio di Municipio sugli sviluppi dopo la lettera di diffida.

Nessuna volontà di commissariamento, ma solo quella di far rispettare il regolamento comunale. Questo, in sintesi, il pensiero del sindaco di Genova Marco Bucci, affidato alla sua pagina Fb. "Non c'è alcuna valutazione di carattere politico nella lettera trasmessa dal direttore generale del Comune al Municipio Ponente sulla mancata concessione del patrocinio per l'evento 'Liguria Pride- Diritti ponente', bensì un richiamo di carattere amministrativo sulle procedure che il Municipio avrebbe dovuto osservare. Il patrocinio per la manifestazione è stato chiesto al Municipio che ha competenza solo per iniziative di interesse locale. L'evento è inserito nel calendario delle numerose iniziative del 'Liguria Pride 2019' che si terranno in diverse zone della città e per le quali gli organizzatori non hanno fatto richiesta di patrocinio al Comune".

Il sindaco aggiunge: "La lettera del direttore generale non impedisce lo svolgimento di alcuna manifestazione anche ospitata all'interno di locali municipali. Ogni strumentalizzazione politica lascia il tempo che trova e viene rispedita al mittente. Non c'è alcun tentativo di limitare la libertà di espressione di nessuno, ma solo di far rispettare il regolamento comunale peraltro scritto da amministrazioni precedenti all'attuale".