Guerra in Ucraina, due anni dallo scoppio: Genova accoglie dieci vedove da Termopil
di Filippo Serio
Padre Tarasenko a Telenord: "Sono arrivate in pullman dopo un viaggio di 25 ore: qui un sostegno per farle ripartire"
Due anni dopo lo scoppio della guerra in Ucraina è ancora conflitto aperto, con milioni di persone che vivono nell'incertezza e con il terrore di perdere ogni cosa.
La comunità ucraina a Genova è fortemente presente e non lascia soli coloro che scappano dagli orrori della guerra. Venerdì all'Abbazia di Santo Stefano un momento di preghiera per ricordare i defunti e stare accanto a chi vive nel dolore.
"Dopo due anni ho capito che la guerra non finisce presto - dice a Telenord padre Vitaly Tarasenko, parroco della comunità ucraina - in qualche modo dobbiamo convivere con questa brutta esperienza. Non dobbiamo lasciarci morire ma continuare a vivere"
Nell'ambito di un progetto in collaborazione con la Caritas, altre dieci vedove trovano accoglienza nelle stanze dell'hotel Bristol di Genova: non solo vitto e alloggio ma anche un percorso di recupero psicologico: "Sono arrivate ieri dopo un viaggio in pullman durato 25 ore da Termopil. Con questo atto di misericordia continuano un percorso riabilitativo in una città di pace. Lo scopo è quello di creare unione nel dolore ma anche nella ricerca per farle ripartire nella vita" - conclude padre Tarasenko
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