Guerra in Medio Oriente: carburanti alle stelle e risposte diverse in Europa

di R.S.

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In Italia gli interventi pubblici hanno attenuato i rincari: senza queste misure, la benzina avrebbe raggiunto 1,87 euro al litro e il gasolio oltre i 2,1 euro

Guerra in Medio Oriente: carburanti alle stelle e risposte diverse in Europa

Il conflitto in Medio Oriente, iniziato con l’attacco all’Iran, ha provocato un forte aumento dei prezzi dell’energia, con ripercussioni immediate su carburanti e bollette in tutta Europa.

Il blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, ha spinto il prezzo del Brent oltre i 100 euro al barile, rispetto ai circa 70 precedenti al conflitto. Anche il gas naturale ha registrato un’impennata, con aumenti intorno al 60%.

L’impatto sui consumatori è stato immediato: in diversi Paesi europei i prezzi di benzina e gasolio hanno superato i 2 euro al litro, con rincari che in alcuni casi, come in Spagna, arrivano oltre il 34%. Parallelamente, sono cresciuti anche i costi di elettricità e gas.

In assenza di una strategia comune dell’Unione Europea, i singoli governi si sono mossi in autonomia per contenere l’impatto sui cittadini, adottando misure come tagli fiscali, sconti sui carburanti e tetti ai prezzi.

In Italia, gli interventi pubblici hanno già attenuato i rincari: senza queste misure, la benzina avrebbe raggiunto circa 1,87 euro al litro e il gasolio oltre i 2,1 euro.

Tra i Paesi più attivi c’è la Spagna, dove il governo guidato da Pedro Sánchez ha varato un piano da oltre 5 miliardi di euro. Il pacchetto prevede la riduzione dell’Iva sull’energia dal 21% al 10%, il congelamento di alcuni prezzi e sconti sui carburanti, con particolare attenzione ai settori più esposti come trasporti, agricoltura e pesca.

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