Governale (Dia): “Bloccati i tentacoli della mafia su ponte Morandi”

di Michele Varì

Il capo dell'Antimafia al liceo D'Oria: “Non permettiamogli di impossessarsi del simbolo di Genova”

“Le associazioni criminose si sono fatte avanti per un subappalto sul ponte Morandi e solo grazie all'attività della Dia è stato focalizzato il rischio e c'è stato un intervento del prefetto che ha bloccato questa minaccia escludendo la ditta sospetta dai lavori”.

Lo ha denunciato oggi a Telenord Giuseppe Governale, generale dei carabinieri direttore nazionale della Dia, la Direzione distrettuale Antimafia facendo riferimento all'estromissione della Tecnodem s.r.l. Unipersonale, la ditta di Napoli ritenuta, secondo gli inquirenti, "permeabile ed esposta al pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso" e per quella estromessa dai lavori avviati per impegnata nelle attività connesse alla demolizione e ricostruzione del Ponte di Genova .

Governale ha parlato a margine dell'incontro dibattito con gli studenti dal titolo “La mafia teme più la scuola o la giustizia?”, svolto nell'aula magna del Liceo Classico d'Oria di Genova.

“Non dobbiamo permettere che la mafia si appropri del ponte, oggi il simbolo di Genova. Una città, il capoluogo ligure - ha aggiunto Governale - che esprime grande dinamicità, una perla che però inevitabilmente è finita sotto l'interesse della mafia, anche grazie al porto dove anni fa abbiamo sequestrato due tonnellate di droga. E attenzione perché oggi Cosa Nostra è indebolita ma sul traffico della stupefacenti rimane attiva appoggiandosi ai canali della 'ndrangheta”.

Con una grande presenza, quasi teatrale, Governale, palermitano verace, è stato capace grazie alla sua spiccata personalità e la sua parlata con accento siciliano, di toccare le corde giuste dei ragazzi, raccontando l'esegesi della mafia e il suo sviluppo, ammaliando gli studenti, ma non solo, servendosi anche di pezzi dell'intervista di Enzo Biagi al boss in carcere Luciano Liggio e scene del film “Il Padrino”.

Meno YouTube, Più libri

“Attenti a YouTube, che a Palermo chiamiamo “U tubu” ha poi ammonito Governale quando dalle poche mani alzate si è accorto che gli studenti non conoscevano il grande giornalista Vittorio Zucconi morto nei giorni scorsi. “Ragazzi studiate e leggete libri e fidatevi solo delle fonti qualificate” ha avvertito.

Governale ha ribadito che la parola emergenza non si sposa con la parola mafia, “meglio parlare di sottovalutazione perché le associazioni criminali sono presenti ormai dagli anni '50. La sottovalutazione purtroppo ha portato a questa tipologia di criminalità mafiose, come la 'ndrangheta, ad infiltrarsi. La mafia e la 'ndrangheta sono come l'acqua, se trovano fessure si infiltrano, e le fessure sono un atteggiamento burocratico poco sensibile, farraginoso, intempestivo, che determina la possibilità per loro di essere gli agenti patogeni per la società civile”.

Liguria, una regione infiltrata dalla 'Ndrangheta

E allo domanda se oggi in Liguria ci sono almeno due fessure su tutte, Lavagna e Ventimiglia, dove i comuni, come quello di Bordighera, sono stati sciolti per mafia, ha risposto: “In realtà ce ne sono quattro perché sono presenti 4 locali di 'ndrangheta, Genova, Lavagna Sarzana e Ventimiglia, presenti in modo del tutto originali rispetto alle aree di altri territori, e addirittura c'è un organismo regionale, cosiddetto di passaggio, di transito, che cura gli interessi della 'ndrangheta verso l'area della Costa Azzurra”

Organismi tutt'ora attivi, ha avvertito: “L'azione di contrasto delle forze di polizia è tangibile forte, ma quelle mafiose sono organizzazioni agguerrite, dinamiche su territorio, capaci di sfruttare i punti deboli della società e della pubblica amministrazione”.

La svolta dal sacrificio di Giovanni Falcone

I rischi? “Esiste un rischio potenziale sempre presente - ha ribadito il direttore della Dia -. Noi dobbiamo avere la necessità di essere sensibili. La società civile, la classe imprenditoriale e della pubblica amministrazione, la classe delle forze dell'ordine e la classe della magistratura devono essere attenti”

Governale parlando ai ragazzi, citando più volte le parole dello scrittore Leonardo Sciascia e raccontando la svolta che il lavoro e il sacrificio di magistrati come Falcone e come Borsellino hanno impresso alla lotta alla mafia, ha ribadito la grande importanza dei giovani per sconfiggere la piovra: “I criminali si insinuano dove non c'è lo Stato, i giovani sono la loro "cantera", il vivaio dove crescono i nuovi mafiosi, ed è questo il centro di gravitazione dove dobbiamo imprimere i nostri sforzi”

Michele Varì