Gioco d'azzardo, Arnuzzo (Ser.D) a Telenord: "Problema diffuso e spesso invisibile, chiedere aiuto subito è fondamentale"

di Redazione

"Contrastare il gioco d'azzardo patologico significa lavorare insieme, integrare competenze, costruire una rete capace di dare risposte personalizzate"

La dipendenza da gioco d'azzardo è un fenomeno sempre più diffuso e trasversale, capace di coinvolgere giovani, adulti, professionisti e pensionati. A lanciare l'allarme è Paola Arnuzzo, psicologa del SerD di Asl 3 Genovese, intervenuta a Liguria Live su Telenord per fare il punto sulla situazione e sulle strategie di prevenzione e cura messe in campo sul territorio.


Secondo Arnuzzo, la crescita del fenomeno è strettamente legata alla facilità di accesso all'offerta di gioco. «L'azzardo oggi è molto diffuso perché l'offerta è pervasiva, facilmente accessibile e fortemente normalizzata. Viene spesso presentato come un semplice passatempo divertente, ma in realtà contiene un rischio concreto di dipendenza».


La psicologa sottolinea come il gioco d'azzardo sia particolarmente insidioso perché spesso i segnali emergono solo quando il problema è già avanzato. «È una dipendenza sommersa. Mentre l'abuso di sostanze è più facilmente riconoscibile, nel gioco d'azzardo ci si accorge del problema quando sono già comparsi danni economici, relazionali o personali. Per questo è importante non aspettare e chiedere aiuto ai primi segnali».


Un ruolo centrale è svolto dal progetto Game Over, nato dalla collaborazione tra il Servizio Dipendenze di Asl 3 e il privato sociale accreditato. «Si tratta di un sistema integrato di interventi che si occupa di prevenzione, informazione, formazione degli operatori e presa in carico delle persone con problemi di gioco e delle loro famiglie», spiega Arnuzzo.


La rete offre molteplici modalità di accesso: sportelli territoriali, numero telefonico dedicato, contatti via mail e WhatsApp, oltre a percorsi di sostegno psicologico, sociale e sanitario completamente gratuiti. «Vogliamo permettere alle persone di raggiungerci nel modo più semplice possibile. Nessuno deve avere paura di rivolgersi agli specialisti: il gioco d'azzardo patologico è un problema affrontabile e dal quale è possibile uscire».


Particolare attenzione è dedicata ai giovani, considerati tra le categorie maggiormente esposte ai rischi dell'azzardo online. «I ragazzi hanno oggi una grande facilità di accesso a questi strumenti. Tuttavia, quando lavoriamo nelle scuole e spieghiamo loro i meccanismi del gioco e gli inganni della pubblicità, dimostrano una notevole capacità di comprensione e senso critico».


I progetti di prevenzione coinvolgono studenti di tutte le età, dalla scuola dell'infanzia fino alle superiori, con risultati incoraggianti. «I giovani sono molto ricettivi. Basta poco per renderli consapevoli dei rischi e questo rappresenta un elemento molto positivo per il futuro».


Arnuzzo evidenzia infine l'importanza della collaborazione tra servizio pubblico e terzo settore. «Contrastare il gioco d'azzardo patologico significa lavorare insieme, integrare competenze e risorse, costruire una rete capace di offrire risposte personalizzate a persone molto diverse tra loro. Nessuno è immune da questo rischio e proprio per questo è fondamentale continuare a fare informazione e sensibilizzazione».


Il messaggio finale è chiaro: riconoscere il problema e parlarne rappresenta il primo passo per affrontarlo. «Non bisogna sottovalutare i segnali. Una semplice consulenza può fare la differenza e permettere di intervenire prima che la situazione diventi più difficile da gestire».

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