Genova, venezuelani contro Pd: "Parlano a sproposito, noi oppressi da dittatura". Presidio alle 19 in via Galata, gli anti-USA alla Prefettura
di R.P.
I dem avevano condannato il blitz USA. "Non si venga a spiegare ai venezuelani cosa siano pace, giustizia e democrazia, a noi negati per decenni"
Non si è fatta attendere la risposta della comunità venezuelana di Genova alle dichiarazioni degli esponenti più alti del Pd ligure e genovese, a partire dall'ex ministro Andrea Orlando fino ai segretari Davide Natale, Marco Baruzzo, Antonio Bertani, Pietro Mannoni, Emanuele Parriniello e Francesco Tognoni e alla responsabile esteri Margherita Mereto Bosso. Lo stato maggiore dem aveva condannato "l’aggressione militare statunitense contro il Venezuela, la democrazia non si esporta con le armi e gli attacchi unilaterali aumentano l’insicurezza e il disordine globali. Sì a un ordine multilaterale fondato sulla diplomazia, sul diritto e sulla giustizia”. Orlando aveva detto "Il Presidente Trump attacca il Venezuela e bombarda la sua capitale senza nessun mandato internazionale e senza un voto del Congresso. Siamo di fronte ad un'azione che straccia ogni residuo della legittimità internazionale e ad un pericolo non solo per il Venezuela".
A stretto giro una nota di Ivonne Torres Tacle, portavoce della comunità venezuelana a Genova, che già nella sera del 3 gennaio aveva tenuto una manifestazione a Caricamento dai più fraintesa come un segno di attesa anziché di sollievo per la caduta di Maduro: "La Comunità Venezuelana residente a Genova esprime il proprio fermo dissenso, rispetto alla presa di posizione del Partito Democratico ligure e di altri gruppi politici. Pur riconoscendo il valore del dibattito democratico e il diritto di ogni forza politica a esprimere le proprie opinioni, riteniamo inaccettabile che si parli del Venezuela senza aver vissuto, conosciuto o ascoltato la realtà di milioni di cittadini venezuelani che hanno affrontato sulla propria pelle una crisi umanitaria, economica e sociale senza precedenti. Oltre 8 milioni di venezuelani hanno lasciato il proprio Paese negli ultimi anni, spinti dalla fame, dalla repressione, dalla mancanza di cure mediche e dalla distruzione del tessuto democratico. Parlare di ‘aggressione’ senza menzionare le responsabilità del regime che ha causato questa diaspora rappresenta una grave distorsione della verità. Non accettiamo che si venga a spiegare ai venezuelani cosa siano la pace, la giustizia o la democrazia, quando sono proprio questi valori ad essere stati negati per decenni. La solidarietà non può trasformarsi in complicità ideologica, né la difesa della pace può ignorare le voci di chi ha vissuto l’oppressione. Chiediamo rispetto, ascolto e verità".
DUE PRESIDI - A poche centinaia di metri di distanza i due volti di Genova si contrapporranno. Alle 18, davanti alla Prefettura in Largo Lanfranco, si tiene un presidio per chiedere la liberazione di Maduro. Alla manifestazione, promossa da Anpi, Arci, Emergency Genova, Cgil, aderiscono Alleanza Verdi Sinistra, il Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, il Partito Comunista Italiano, la Fgci e il Partito Comunista dei Lavoratori e lo stesso PD, che spiega in una nota "la condanna dell’intervento USA non significa in alcun modo sostegno o assoluzione del regime di Maduro. Le gravi responsabilità del governo venezuelano in termini di compressione delle libertà democratiche, diritti civili e condizioni sociali restano evidenti e non possono essere rimosse o relativizzate".
"Condanniamo senza se e senza ma l’aggressione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela – recita la nota degli organizzatori -. L’azione voluta dall’amministrazione Trump rappresentaun atto criminale e l’ennesima, gravissima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Un’aggressione che si inserisce in una più ampia strategia imperialista volta al controllo delle risorse naturali e petrolifere del paese sudamericano, accompagnata da tentativi di destabilizzazione politica culminati con il rapimento del presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro. Chiediamo la liberazione di Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores: spetta al popolo venezuelano e non certo al presidente Usa decidere chi vuole giudicare o eleggere”.
Di contro, stasera la comunità venezuelana della nostra città organizza alle ore 19, in Via San Vincenzo angolo Via Galata, "un momento di raccoglimento, testimonianza e unità. Un incontro aperto non solo ai venezuelani residenti in Liguria, ma anche a tutti coloro che desiderano esprimere vicinanza, solidarietà e sostegno a un popolo che continua a lottare per la libertà e la dignità".
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Condividi:
Altre notizie
Recco, Monica Rebizzo alla guida della polizia locale: il Comune cerca di rafforzare l’organico
06/01/2026
di Redazione
Mattarella: "Democrazia più forte di tutto. Ai giovani dico: non rassegnatevi"
31/12/2025
di Stefano Rissetto
