Genova, un anno fa il femminicidio di Alice Scagni: domani messa in suffragio nella chiesa di via XX Settembre
di Redazione
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La 34enne morì il primo maggio 2022 per mano del fratello Alberto. Dalle 11 di domani la cerimonia religiosa nella chiesa della Consolazione
"Un anno fa a quest'ora avevo i poliziotti in casa. Cercavo di convincerli ad intervenire, a fare qualcosa per fermare Alberto che aveva appena incendiato la porta di casa di mia mamma. Era fuori di testa, era pericoloso. Qualche ora dopo mia figlia veniva uccisa a coltellate sotto casa dal suo stesso fratello. Se sono qui a vivere un così tragico anniversario è perché qualcosa non ha funzionato, non abbiamo avuto l'assistenza che meritavamo dallo Stato".
Parla così Antonella Zarri, la madre di Alice Scagni, la contabile 34enne che lo scorso 1 maggio - ovvero un anno fa - era stata uccisa sotto la propria abitazione nel quartiere di Quinto, a Genova, dal fratello Alberto, di 42 anni, che attualmente è detenuto nel carcere di Marassi.
Il processo davanti alla Corte d'Assise di Genova inizierà il 9 giugno. I genitori di Alice e Alberto si sono costituiti parte civile con l'avvocato Fabio Anselmo, così come il marito della donna, seguito dal legale Andrea Vernazza e in sede civile dal collega Michele Camboni. Resta aperta invece la seconda inchiesta nata dopo l'omicidio, condotta dal sostituto procuratore Paola Crispo, che ha coordinato anche le indagini sul delitto svolte dalla squadra mobile. Si tratta del fascicolo, come detto, sulle possibili omissioni rispetto alla pericolosità di Alberto Scagni.
Per ricordare Alice, domani, martedì 2 maggio, nella chiesa della Consolazione di via XX Settembre si terrà una messa a suffragio in suo ricordo, a partire dalle ore 11. Una seconda cerimonia si terrà giovedì 4 maggio alle 18 sempre nella stessa chiesa. "Saranno due funzioni - spiega Zarri - caratterizzate dal dolore forte e profondo che noi stiamo continuando a vivere"
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