Genova, torri di Sestri Ponente, a 15 anni di distanza, la fine dei lavori si intravede
di R.C.
Dopo anni di attese, interruzioni e ripartenze, il progetto delle torri di via Chiaravagna entra finalmente nella fase conclusiva. Il complesso residenziale, composto da 189 appartamenti tra bilocali e trilocali, si prepara a essere ultimato entro giugno 2026, con la consegna prevista entro la fine dello stesso anno. In questi giorni sono in corso le operazioni di smontaggio dei ponteggi, mentre gli spazi interni sono ancora interessati dalle ultime rifiniture. Nel frattempo, è stato organizzato un open day direttamente in cantiere per presentare l’intervento alla cittadinanza.
L’iniziativa segna un momento simbolico per un’opera che ha attraversato un lungo periodo di stallo, diventando nel tempo emblema di degrado e incompiutezza. La ripresa dei lavori è stata possibile grazie all’ingresso di nuovi soggetti, tra cui Liao Co. srl e Uniko spa, che hanno dato impulso alla fase finale. La commercializzazione è affidata a Gabetti Home Value, mentre una parte dell’edificio, circa 700 metri quadrati, è stata acquisita dal Comune e destinata ad attività socio-culturali a servizio del territorio.
Tra gli interventi più significativi delle ultime settimane figura la rimozione della gru, per anni presenza fissa e simbolo dell’immobilismo del cantiere. L’operazione ha richiesto la chiusura temporanea di via Chiaravagna in due diverse occasioni, con limitazioni alla circolazione sia pedonale sia veicolare, necessarie per garantire la sicurezza durante le operazioni.
Per comprendere la complessità del progetto bisogna tornare al 2010, anno in cui venne rilasciato il permesso di costruire. I lavori partirono nel 2011 con un piano ambizioso: undici piani, circa cento alloggi e spazi commerciali al piano strada. Nei primi anni il cantiere avanzò senza particolari criticità, tanto che entro il 2013 furono completati i locali commerciali, oggi occupati da un supermercato.
Le difficoltà emersero poco dopo. Tra proroghe, problemi economici e contenziosi, il cantiere si fermò definitivamente nel 2015. Il fallimento della società incaricata segnò l’inizio di una lunga fase di abbandono, durante la quale le torri rimasero incompiute, trasformandosi in strutture vuote e in un evidente segno di degrado urbano.
La situazione si è sbloccata solo anni dopo, con la messa all’asta del complesso per coprire un passivo di oltre quattro milioni di euro. Nel 2023 è stato fissato il valore di base, aprendo la strada a nuovi investitori e a una completa revisione del progetto.
Da qui è nata una nuova visione: il complesso, ribattezzato Torri Ponente, è stato ripensato come intervento residenziale moderno, orientato all’efficienza energetica e all’innovazione tecnologica. Sono previste soluzioni come pompe di calore, pannelli solari e impianti fotovoltaici, oltre a una proposta abitativa aggiornata alle esigenze contemporanee.
L’apertura al pubblico rappresenta quindi non solo un momento di presentazione, ma anche un segnale concreto di rilancio per un quartiere che per anni ha convissuto con un cantiere fermo, guardando oggi a una prospettiva finalmente diversa.
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