Genova, proteste contro la destinazione di alloggi allo studentato diffuso
di c.b.
Il progetto di studentato diffuso promosso dall’amministrazione comunale accende il confronto tra le principali organizzazioni che rappresentano proprietari e inquilini a Genova. Dopo l’approvazione della delibera, diverse sigle del settore hanno espresso perplessità, puntando l’attenzione soprattutto sul metodo adottato.
Le associazioni della proprietà immobiliare e quelle a tutela degli inquilini contestano infatti la mancanza di un coinvolgimento preventivo. Secondo quanto evidenziato, la decisione di destinare 60 alloggi al social housing per studenti sarebbe stata presa senza consultare i soggetti che, per normativa, hanno un ruolo centrale nella definizione delle condizioni contrattuali per questa tipologia abitativa.
Non si tratterebbe, secondo i firmatari, di un episodio isolato. Viene sottolineato come anche in passato il dialogo istituzionale sia stato limitato, escludendo interlocutori considerati fondamentali. Un approccio che rischierebbe, a loro avviso, di indebolire l’efficacia degli strumenti previsti e di ridurre il valore del contributo delle parti sociali coinvolte.
Le critiche non riguardano tanto la scelta politica di destinare immobili pubblici agli studenti, quanto piuttosto la concreta applicabilità delle misure. Senza un confronto tecnico preliminare, spiegano, si rischia di costruire interventi difficili da realizzare nella pratica e poco incisivi rispetto agli obiettivi dichiarati.
Osservazioni negative arrivano anche sul clima del dibattito istituzionale, descritto come caratterizzato da contrapposizioni e da posizioni ritenute poco allineate al quadro normativo vigente. In questo contesto, le associazioni parlano di una doppia criticità: da un lato l’assenza di concertazione, dall’altro il rischio di compromettere la riuscita dell’intervento.
Per questo motivo viene avanzata la richiesta di avviare un confronto più strutturato e tempestivo nelle prossime fasi, così da evitare che un’iniziativa potenzialmente significativa per la città si traduca in uno strumento poco efficace o difficilmente utilizzabile.
Il piano approvato prevede la riconversione di 60 alloggi pubblici, inizialmente destinati alla dismissione, da assegnare tramite bando a studenti universitari, in particolare fuori sede, ma anche a dottorandi, ricercatori e partecipanti a programmi internazionali. Gli immobili saranno distribuiti in diverse zone della città, tra cui il Levante, la Media Val Bisagno, il Centro Est, il Centro Ovest e la Val Polcevera, con l’obiettivo di offrire soluzioni abitative a canone calmierato e favorire l’accesso alla città universitaria.
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