Genova Smart Week, PON Metro. Bucci: "Arriveranno tanti soldi, li spenderemo nel modo migliore"

di Edoardo Cozza

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I programmi di sviluppo delle 14 città metropolitane a confronto nell'appuntamento odierno a Palazzo Tursi: il capoluogo ligure già in primissima linea

Alla Genova Smart Week si parla del PON Metro, il Programma Operativo Nazionale dedicato alle priorità di investimento per le 14 città metropolitane. Nell'incontro in cui si parla del contributo che il programma sta dando alla trasformazione delle Smart Cities Giorgio Martini, dell'Autorità di gestione del Pon Metro, ha fatto un primo bilancio sul programma che, ha ribadito, ha avuto la propria funzionalità grazie alla capacità delle 14 città metropolitane. “Questo è un programma – dice – che delega la responsabilità alle autorità urbane che devono ideare, gestire, attuare, rendicontare. Se siamo nella media della spesa è merito delle città che hanno capito il senso del Pon Metro e hanno il vero polso dei bisogni della cittadinanza. Molte città e Genova è un esempio, sono passate da affidare la responsabilità del Pon Metro da una persona a strutture ben organizzate”. Un altro elemento importante, evidenzia Martini, è il tema dell'integrazione, della messa a rete. “Siamo partiti creando un modello di lavoro, di coinvolgimento e le città hanno costruito insieme degli schemi di bandi per realizzare con velocità i progetti”.

Il sindaco di Genova Marco Bucci ha evidenziato: “I fondi del Pon Metro sono quelli che faranno la città metropolitana del futuro, sono i semi, le colonne, le fondamenta. Questo finanziamento è stato una bellissima scoperta per me, è un'occasione intelligente, smart perché consente di ottenere fondi in maniera più veloce rispetto ad altre fonti. Pur arrivando dall'Europa, talvolta è più facile e veloce a dare risultati rispetto ad altri finanziamenti che arrivano da ministeri italiani”.
Grazie al Pon Metro Genova ha avviato progetti di innovazione digitale, sociale, di rigenerazione urbana. Bucci ha esortato la platea in presenza, a tirare fuori idee nell'ottica di rendere Genova sempre più smart city nel significato più concreto: una città che attraverso la tecnologia raggiunge una buona qualità di vita nell'abitare, nel lavorare, nel trascorrere il tempo libero. “Il Pon Metro ci aiuta a fare questo, è una via veloce di spesa – sottolinea Bucci – ringrazio il nostro team per l'ottenimento di questi 120-130, io vorrei dire 150 milioni da spendere e li vogliamo spendere bene in modo tale che soldi vengano spesi da aziende del network in modo da triplicarli: siamo noi a doverlo far funzionare”.
 
"Credo che il Pon Metro sia un modello anche per la gestione dei fondi del PNRR, nonostante quest'ultimo sia molto centralizzato, ma pone comunque una sfida di sostenibilità per i bilanci comunali - ha detto Pietro Piciocchi, assessore al Bilancio del Comune di Genova - servono risorse per potere gestire questi fondi, che sembra un paradosso, sia umane, sia finanziarie quando saranno a regime per garantire un corretto esercizio delle infrastrutture nel momento in cui saranno operative. La Corte ha espresso un monito nei confronti del legislatore proprio in questo senso". Secondo l'assessore, da molto tempo c'è un dibattito a livello Ue sul deficit democratico delle istituzioni europee, percepite come lontane, a causa di meccanismi complessi, tutto aggravato durante la crisi del debito sovrano. Interventi molto complessi che forse non sono stati raccontati bene. "Io credo che il sistema di finanziamento di cui parliamo oggi segni una differenza, perché è un processo che viene dal basso, attribuendo il processo decisionale di allocazione della spesa al livello amministrativo più vicino ai cittadini - ha argomentato Piciocchi - è un tema del futuro, perché pone i grandi Comuni al centro, disegnando un intervento quasi sartoriale sulle necessità dei territori. Da cittadino, il Pon Metro, in anni in cui ci portiamo dietro le cicatrici di tagli sconsiderati, è stato uno strumento fondamentale per mantenere l'equilibrio di bilancio degli enti locali, ha consentito di mantenere servizi quasi inalterati".