Genova, si segna in servizio ma non va a lavorare. A processo un poliziotto

di c.b.

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Genova, si segna in servizio ma non va a lavorare. A processo un poliziotto

Un poliziotto con più ruoli contemporaneamente — agente della scientifica, presidente di una società sportiva dilettantistica e sindacalista — finisce sotto processo con l’accusa di truffa ai danni dello Stato. Secondo la Procura, gli impegni accumulati avrebbero reso impossibile rispettare regolarmente i turni di servizio.

Protagonista della vicenda è un assistente capo, che tra il 2021 e il 2023 avrebbe dichiarato falsamente la propria presenza in servizio per un totale di 135 ore. Gli inquirenti sostengono che l’uomo si assentasse spesso, arrivasse in ritardo o lasciasse il lavoro in anticipo, arrivando persino a richiedere straordinari che in realtà non svolgeva.

Un episodio chiave riguarda un infortunio alla caviglia: l’agente avrebbe dichiarato di essersi fatto male mentre si recava al lavoro, ottenendo così un periodo di malattia senza controlli. Tuttavia, secondo l’accusa, in quel lasso di tempo — circa un mese e mezzo — avrebbe continuato a frequentare la società sportiva o lavorare nel bar dello stabilimento balneare collegato.

Le indagini sono partite da contrasti interni proprio all’associazione sportiva, che l’uomo ha poi lasciato nel 2022. L’anno successivo, lo stabilimento è stato posto sotto sequestro dalla guardia costiera, mentre l’assistente capo risulta indagato anche per presunte violazioni di natura paesaggistica e ambientale.

In aula, la pubblico ministero Eugenia Menichetti ha richiesto una condanna a tre anni di reclusione. Di diverso avviso la difesa, rappresentata dall’avvocato Riccardo Passeggi, che ha chiesto l’assoluzione. Il legale ha contestato la ricostruzione dell’accusa, sottolineando come una caviglia fratturata difficilmente permetta di rimandare l’accesso alle cure ospedaliere e sostenendo che altri dispositivi telefonici intestati all’imputato contraddirebbero le prove basate sulle celle del telefono di servizio.

La decisione del tribunale è attesa per l’11 giugno.

 

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