Confermate in appello le pene per i pallanuotisti accusati di stupri

di c.b.

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Confermate in appello le pene per i pallanuotisti accusati di stupri

Si chiude anche in secondo grado il procedimento a carico di due giovani sportivi genovesi, accusati di gravi reati ai danni di più ragazze. La Corte d’Appello ha confermato le responsabilità, infliggendo pene pari a 5 anni e 5 mesi e 5 anni e 4 mesi di reclusione.

Gli imputati, Marco Nebbia e Tommaso Baldineti, rispettivamente di 23 e 25 anni, erano finiti a processo con accuse di violenza sessuale di gruppo, lesioni e diffusione illecita di immagini intime. Quest’ultimo reato non è stato riconosciuto per mancanza di querela.

In primo grado le condanne erano state più severe: sei anni e sei mesi per Nebbia e sei anni e tre mesi per Baldineti. La decisione dei giudici d’appello si è sostanzialmente allineata alle richieste avanzate dal sostituto procuratore generale Alessandro Bogliolo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fatti risalgono all’aprile 2022. Dopo una serata trascorsa in discoteca, durante la quale la vittima — una ragazza di 21 anni — avrebbe consumato molto alcol, i due giovani l’avrebbero condotta in un’abitazione. Qui, sempre secondo l’accusa, si sarebbero verificati atti non consensuali, accompagnati da segni di violenza fisica.

Le indagini hanno inoltre evidenziato presunti episodi di riprese non autorizzate di rapporti intimi con altre due ragazze, all’epoca minorenni, successivamente condivise tramite chat. Tuttavia, come detto, su questo punto è intervenuta l’assoluzione.

Nel corso del processo, la difesa ha sostenuto che i rapporti fossero consensuali, respingendo le accuse. A rappresentare gli imputati gli avvocati Andrea Vernazza, Monica Tranfo, Alberto Corrado Lapeschi e Michele Ispodamia, mentre le persone offese sono state assistite dai legali Massimo Boggio e Pietro Bogliolo.

Alla lettura della sentenza era presente solo Nebbia, mentre Baldineti si trova attualmente negli Stati Uniti, dove sta seguendo un percorso di studi. Entrambi restano a piede libero, non essendo state ritenute necessarie misure cautelari.

Il procedimento non è ancora concluso: la difesa ha annunciato ricorso in Cassazione. Se le condanne dovessero essere confermate anche nell’ultimo grado di giudizio, per i due imputati si prospetterebbe l’ingresso in carcere.

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