Genova, chiesa gremita per l'addio a Monica Montefalcone e alla figlia Giorgia. Arcivescovo Tasca: "La morte non ha l'ultima parola"

di c.b.

5 min, 23 sec

Numerose le persone presenti nella chiesa di San Francesco a Pegli tra familiari, amici, colleghi e studenti

Genova,  chiesa gremita per l'addio a Monica Montefalcone e alla figlia Giorgia. Arcivescovo Tasca: "La morte non ha l'ultima parola"

La chiesa di San Francesco di Pegli, a Genova, si è riempita questa mattina per l'ultimo saluto a Monica Montefalcone e alla figlia Giorgia Sommacal, tragicamente scomparse insieme ad altre tre persone durante un'immersione nelle grotte subacquee delle Maldive.

Numerose le persone presenti alle esequie, tra familiari, amici, colleghi e studenti. A testimoniare il forte legame della docente con il mondo accademico anche lo stendardo dell'Università di Genova, presente accanto ai feretri. In chiesa hanno trovato posto molti studenti della professoressa Montefalcone, insieme ai compagni e agli amici della giovane Giorgia.

Tra i presenti anche diversi esponenti del Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita (Distav) dell'Università di Genova, tra cui i professori Giorgio Bavestrello e Stefano Vanin. Presente inoltre Carlo Nike Bianchi, docente e riferimento scientifico di Monica Montefalcone nel corso della sua carriera accademica.

I due feretri in legno chiaro sono stati collocati uno accanto all'altro, separati da una fotografia che ritrae madre e figlia insieme davanti al mare, simbolo della passione che le univa. Un'immagine che ha accompagnato il raccoglimento e la commozione dei presenti.

Omelia di padre Tasca - Le esequie sono officiate dall'arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca, in una cerimonia partecipata e carica di emozione, nel ricordo di due vite spezzate tragicamente e prematuramente.  Un messaggio di vicinanza alla famiglia e di speranza cristiana ha caratterizzato l’omelia pronunciata da padre Tasca durante i funerali di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal. Rivolgendosi ai familiari, il celebrante ha sottolineato come la comunità si sia riunita per condividere il dolore e testimoniare che “nessuno è chiamato ad attraversare da solo la sofferenza”.

Al centro della riflessione il tema della fede di fronte alla tragedia. “La morte non ha l’ultima parola”, è stato il passaggio più volte ribadito, accompagnato dal ricordo del sorriso di Monica e Giorgia, che “la morte non può cancellare”. Un richiamo alla promessa cristiana della vita eterna, sostenuta dalle parole del Vangelo di Giovanni: “Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Io vado a prepararvi un posto”.

L’omelia ha riconosciuto la difficoltà di accettare una perdita così dolorosa, ricordando come anche l’apostolo Tommaso avesse faticato a comprendere e credere. Da qui l’invito ad affidarsi a Cristo, che nel Vangelo afferma: “Io sono la via, la verità e la vita”.

In conclusione è stata rivolta una preghiera affinché il Signore doni forza e fede a chi resta: “Aiutaci a riconoscere la tua presenza in ogni circostanza della vita, anche nelle prove più difficili”, nella certezza che il dolore e la morte non rappresentano la fine del cammino.

Il ricordo del parroco - Un ricordo personale, carico di affetto e commozione, quello pronunciato da don Pietro Cattaneo durante i funerali di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal. Il sacerdote ha ripercorso il legame che lo univa alla famiglia, ricordando di aver celebrato il matrimonio di Monica e Carlo nel 2004, di aver battezzato i loro figli e accompagnato negli anni il loro cammino di fede.

Nell’omelia, don Cattaneo ha tratteggiato il profilo di Monica come donna profondamente impegnata nella vita cristiana e nella ricerca scientifica. “La passione per il mare, per la ricerca e per l’ecologia degli ambienti marini era per lei quasi una missione”, ha detto, ricordando anche il suo ruolo di docente universitaria e il rapporto con centinaia di studenti. Di Giorgia ha invece sottolineato “la dolcezza, il cuore grande e la bontà d’animo”, ricordandola come una giovane capace di mettere gli altri al primo posto e ormai vicina alla laurea in Ingegneria Biomedica.

Ampio spazio è stato dedicato al dramma della perdita e alle domande suscitate dalla tragedia. “Penso che nel cuore di tutti sia esplosa una domanda lacerante: perché?”, ha affermato il sacerdote, confessando di aver rivolto lui stesso a Dio quel grido “tra lacrime e singhiozzi” dopo aver appreso la notizia.

Secondo don Cattaneo, a un dolore così grande non esistono spiegazioni umane sufficienti. La risposta può essere trovata soltanto nella fede e nelle parole del Vangelo: “Chi crede in me, anche se muore, vivrà”. Un messaggio che richiama la speranza cristiana nella resurrezione e nella vita eterna.

Particolarmente toccante il riferimento al tatuaggio che Monica portava sul braccio, una frase del Salmo: “Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me”. Parole che il sacerdote ha definito quasi profetiche e che oggi, ha detto, rappresentano una testimonianza della sua fede profonda.

Le amiche di Giorgia - Due amiche di Giorgia Sommacal l'hanno voluta ricordare durante i funerali parlando alla chiesa gremita dall'altare.
    "Seduta su uno scoglio davanti al mare ti vengo a trovare tutti i giorni - ha detto commossa una delle ragazze -. Ho sempre amato il mare e ti somiglia tanto è bello e luminoso ma sa essere anche forte e testardo e tu sei proprio così. Il mare continuerà a ricordarmi per sempre di te. Grazie Giò, perché mi hai insegnato a fare sempre ciò che si ama e condividerlo con chi si vuole bene. Insieme alla tua mamma dai forza a tuo papà e guida Matteo e proteggi i tuoi amati nonni e sorreggi Federico. Grazie per essere entrata nella mia vita".
    "Te ne sei andata troppo presto con tante cose da realizzare - ha detto una seconda ragazza -. Tu eri speciale. Ci siamo conosciute per caso sui campi di calcio. Non dimenticherò mai i momenti passati con te. Di calcio ne capivi. Ricordo l'entusiasmo ogni volta che stavi con Federico. Ricordo come fosse ieri la nostra ultima uscita: parlavi con orgoglio del lavoro di tua mamma. Ti guardavo con ammirazione. Proteggi tutti, il tuo ricordo rimarrà impresso in chi ti ha conosciuto. Ti guarderò per sempre come un esempio".

In conclusione, l’invito ai presenti a guardare oltre il dolore e ad affidarsi alla speranza: “Ora sintonizziamo mente e cuore sulla parola più preziosa della fede cristiana: la speranza”, nella convinzione che Monica e Giorgia “appartengano oggi all’amore di Dio” e che “la vita non è tolta, ma trasformata”.




 

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