Bimba morta a Bordighera, arrestato il compagno della madre. Nei video l'orrore: "Maltrattamenti indicibili, picchiata e costretta a fumare"
di R.C.
L'uomo è stato arrestato con l'accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina
Foto della piccolina con il volto tumefatto, immagini che la ritraggono dopo presunti pestaggi e persino un video in cui alla bambina, appena due anni, viene imposto di fumare una sigaretta mentre gli adulti ridono e lei scoppia in lacrime. Sono alcuni degli elementi trovati nel telefono cellulare sequestrato a Manuel Iannuzzi, arrestato all'alba dai carabinieri con l'accusa di maltrattamenti aggravati continuati ai danni della minore, trovata morta lo scorso 9 febbraio nella villetta di Bordighera (Imperia) dove viveva con la mamma Emanuela A. indagata in concorso per lo stesso reato e in carcere dal giorno della morte della figlia, e le due sorelline.
Violenze e vessazioni - L'inchiesta, coordinata dalla Procura, ha portato a una nuova contestazione rispetto all'originaria ipotesi di omicidio preterintenzionale aggravato: secondo gli investigatori, la morte della bambina sarebbe maturata al termine di una lunga sequenza di violenze e vessazioni. Il quadro accusatorio parla di schiaffi, pugni, strattoni ai capelli, colpi inferti con oggetti e ripetute aggressioni che avrebbero provocato lesioni nel tempo, fino all'evento fatale. La morte sarebbe sopraggiunta a causa di un trauma cranico cagionato dalle continue lesioni. Determinanti, secondo gli inquirenti, sono stati proprio i contenuti estratti dal cellulare dell'indagato. Nel dispositivo sarebbero state trovate fotografie che mostrano la bambina con evidenti segni di percosse al volto e sul corpo. Materiale che, secondo la Procura, costituisce una prova diretta dei maltrattamenti subiti dalla bambina
Video dell'orrore - Tra i file sequestrati a Manuel Iannuzzi, arrestato stamani all'alba per la morte della bimba di due anni figlia della sua compagna, compare anche un video ritenuto particolarmente significativo dagli investigatori: la piccola viene ripresa mentre le viene imposto di fumare una sigaretta. La bambina scoppia a piangere e si rifiuta, mentre gli adulti presenti continuano a scherzare e ridere. Un episodio che, secondo gli inquirenti, documenterebbe il clima di sopraffazione e crudeltà in cui la piccola sarebbe stata costretta a vivere.
Secondo il giudice che ha disposto la custodia cautelare in carcere, racchiusa in un'ordinanza di 33 pagine, gli indizi raccolti sono «gravissimi». Nell'ordinanza si parla di condotte caratterizzate da «modalità atroci», da una «intensità selvaggia» delle percosse e da una «indole crudele», in un contesto definito di «vessatoria prevaricazione» ai danni della bambina.
Gli investigatori ritengono inoltre che, nelle ore precedenti al decesso, la piccola non sia stata portata in ospedale nonostante le sue condizioni fossero già gravissime. Le richieste di soccorso sarebbero arrivate solo quando la bambina era ormai morta, in quello che la Procura considera un tentativo di simulare una richiesta di aiuto e di depistare le indagini. L'arresto di Iannuzzi è stato eseguito all'alba dai carabinieri. Le indagini proseguono in attesa delle relazioni definitive del Ris di Parma e dei consulenti tecnici incaricati di chiarire tutti gli aspetti della vicenda.
Tritolo in casa, arrestato anche il padre di Iannuzzi - Franco Iannuzzi, il padre di Manuel Iannuzzi - l'uomo di 42 anni arrestato stamani per i maltrattamenti alla figlia della sua compagna a Bordighera - è stato arrestato per detenzione di circa due chili di tritolo. La notizia è stata confermata da fonti inquirenti. Il reato ipotizzato è quello di detenzione di materiale esplodente.
Secondo quanto appreso, il tritolo e la relativa miccia sono stati trovaio nella cantina della casa di Vallecrosia, in via Papa Giovanni XXIII, durante la perquisizione dei carabinieri conseguente all'arresto di Manuel Iannuzzi, che dopo il sequestro dell'abitazione di Perinaldo dove sarebbe morta la piccola Beatrice, si era trasferito a casa dei genitori, a Vallecrosia. Il materiale è stato prelevato dal nucleo artificieri antisabotaggio dei Carabinieri.
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