Genova, respinta la richiesta di archiviazione sulla donna morta dopo il vaccino

di R.C.

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Genova, respinta la richiesta di archiviazione sulla donna morta dopo il vaccino

Nuovo sviluppo giudiziario nel caso della morte di Francesca Tuscano, l’insegnante di sostegno genovese deceduta nell’aprile 2021 dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. La gip Angela Nutini ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, disponendo ulteriori cinque mesi di indagini per approfondire diversi aspetti rimasti finora irrisolti.

Nel provvedimento, il giudice ritiene fondate le osservazioni contenute nell’opposizione alla richiesta di archiviazione, sottolineando che gli accertamenti non dovranno limitarsi esclusivamente all’operato del personale medico-sanitario intervenuto direttamente nel caso specifico. Secondo la gip, sarà necessario verificare l’eventuale presenza di responsabilità lungo la catena organizzativa che, in pieno periodo pandemico, portò alla scelta di somministrare il vaccino AstraZeneca anche a fasce di popolazione più giovani.

Tra i punti evidenziati nel provvedimento figurano anche le registrazioni video delle riunioni del Comitato tecnico-scientifico (Cts), nelle quali sarebbero emerse perplessità sull’utilizzo del vaccino. La gip sottolinea la necessità di chiarire se tali dubbi siano maturati solo successivamente ai decessi o se, invece, fossero già presenti in precedenza, anche alla luce dei dati disponibili e delle indicazioni fornite dall’Oms.

Il caso Tuscano si inserisce in un contesto più ampio. Nel giugno 2021, sempre a seguito di una trombosi cerebrale, era morta la diciottenne Camilla Canepa, vaccinata con AstraZeneca durante un open day a Sestri Levante. In quell’inchiesta, dopo un lungo iter giudiziario, i cinque medici dell’ospedale di Lavagna inizialmente indagati erano stati prosciolti. Diversamente, nel procedimento relativo a Tuscano, l’indagine è rimasta finora contro ignoti.

Un ulteriore aspetto che il giudice invita ad approfondire riguarda il tema dell’informativa fornita ai cittadini al momento della vaccinazione. Secondo la gip, occorrerà valutare se le modalità con cui venivano illustrati benefici e rischi, in particolare per la popolazione più giovane, fossero adeguate a garantire un consenso realmente informato. Pur in presenza di una vaccinazione formalmente volontaria e accompagnata da raccomandazioni, resta da accertare se le informazioni fornite a Francesca Tuscano fossero sufficienti a permettere una scelta pienamente consapevole.

I nuovi accertamenti disposti dal giudice mirano dunque ad ampliare il perimetro dell’inchiesta, spostando l’attenzione non solo sui singoli operatori, ma sull’intero sistema decisionale e organizzativo che regolava la campagna vaccinale in quella fase dell’emergenza sanitaria.

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