Genova, posata la tredicesima pietra d'inciampo in ricordo del deportato Orazio Robello. La nipote: "I giovani tramandino il messaggio"
di Lorenzo Aluigi
Fu deportato nei campi di sterminio nazisti nel 1944 e morì nel dicembre dello stesso anno
Click al video per il servizio completo: interviste a Raffaella Robello (nipote) e a Filippo Biolé (Presidente Comitato Pietre d'Inciampo Genova e presidente Aned Genova)
Le pietre d'inciampo sono sono delle mattonelle d'ottone incastonate di fronte alle abitazioni, che hanno l'obiettivo di conservare una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. E' il caso di Orazio Robello, deportato nel 1944 all'età di 30 anni prima a Flossenbürg e poi a Hersbruck e morto nel dicembre dello stesso anno. La nipote Raffaella ha fatto tutto il possibile per raccogliere il materiale necessario, tra documenti, atti di nascita e matrimonio e fotografie, un'avventura tortuosa che però non le ha impedito di arrivare alla conclusione dell'iter, posando la pietra di fronte al civico 18 di via Buozzi, a Dinegro. La tredicesima pietra d'inciampo posata a Genova è un monito soprattutto per i giovani, che avranno il dovere di tramandare ciò che non deve essere dimenticato.
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