Genova, porto di Prà: unità politica, ma restano i dubbi dei cittadini

di c.b.

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Genova, porto di Prà: unità politica, ma restano i dubbi dei cittadini

Per una volta, il dibattito sul futuro del porto di Genova sembra aver trovato una rara convergenza politica all’interno di Palazzo Tursi. La discussione si concentra sul destino del bacino di Pra’, tra la volontà di fissare limiti all’espansione e la necessità di mantenere un dialogo continuo tra Comune e Autorità portuale. Tuttavia, questa unità d’intenti non basta a dissipare le preoccupazioni dei residenti del Ponente, timorosi di un ulteriore sviluppo del terminal container.

E' stata infatti approvata all’unanimità una mozione presentata da esponenti della maggioranza e condivisa anche dall’opposizione. Il documento, arricchito da diversi emendamenti, ribadisce l’assenza di disponibilità verso nuove espansioni del bacino di Pra’ senza una valutazione complessiva che tenga conto anche della realizzazione della nuova diga foranea e del suo impatto sull’intero sistema portuale genovese. Tra gli impegni richiesti all’amministrazione figurano un confronto costante con il Municipio Ponente, maggiore trasparenza sugli accordi e l’avvio di un monitoraggio continuo con l’Autorità di sistema portuale.

A far riemergere il tema è stata anche la recente intesa siglata a Singapore tra l’Autorità portuale e il gruppo che gestisce il terminal di Pra’, un passaggio che ha riacceso i timori nei quartieri interessati. Nonostante il segnale politico di compattezza, i comitati locali continuano a manifestare una forte diffidenza.

Secondo i rappresentanti dei cittadini, infatti, non basta una mozione per garantire tutele concrete. Viene richiesto un impegno formale del governo che stabilisca chiaramente come utilizzare al meglio le infrastrutture esistenti, senza procedere con nuove espansioni ritenute ingiustificate rispetto all’attuale traffico portuale. Le mobilitazioni degli ultimi anni, ricordano, dimostrano come il territorio sia costretto ciclicamente a difendere le proprie ragioni.

Anche da altre realtà del Ponente emerge una crescente stanchezza: i residenti lamentano un continuo accumulo di vincoli e servitù legati alle esigenze del porto, spesso percepite come distanti dagli interessi locali. Resta quindi aperta la domanda su quale sia il progetto complessivo per quest’area della città e su quanto le istituzioni sapranno mantenere coerenza tra le dichiarazioni e le azioni future.

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