Genova, perquisizione in locale privato rivela violazioni e illeciti: rinvenuta cocaina e 40 kg di tabacco estero
di Redazione
Una telefonata di una madre preoccupata ha fatto scattare un controllo delle forze dell’ordine in un circolo privato di via Canevari, portando alla luce una situazione ben più complessa del previsto. La donna aveva chiesto l’intervento dopo che la figlia minorenne, poco più che sedicenne, non rispondeva alle sue chiamate mentre si trovava nel locale che lei stessa le aveva più volte proibito di frequentare.
La segnalazione al 112 ha fatto intervenire rapidamente le volanti della polizia. Durante il controllo gli agenti hanno trovato stupefacenti, in particolare cocaina, sia sul pavimento sia nascosta tra le fessure dei divanetti dove i clienti trascorrevano la serata tra alcolici e narghilè. A preoccupare gli investigatori è stato soprattutto il fatto che tra gli avventori fossero presenti anche minorenni, che partecipavano alle stesse attività degli adulti. In diversi casi, inoltre, mancava perfino la tessera associativa richiesta per l’accesso ai circoli privati.
Per completare i controlli è stato richiesto il supporto della polizia locale e della guardia di finanza, incaricate di verificare il rispetto del regolamento comunale e delle normative fiscali e amministrative.
Dai primi accertamenti sono già emerse numerose violazioni amministrative. Gli agenti coordinati dal comandante Fabio Manzo hanno elevato sanzioni per circa 5.800 euro. Tra le contestazioni figurano la presenza di materiale infiammabile non conforme alle norme di sicurezza, l’assenza del listino prezzi e del cartello di divieto di fumo, oltre alla presenza di un barista privo di contratto, la cui posizione è stata segnalata all’Ispettorato del lavoro.
Il presidente dell’associazione, responsabile legale dell’attività, è stato inoltre denunciato per il reato di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui tabacchi lavorati. Durante la perquisizione sono stati infatti sequestrati quasi 40 chilogrammi di tabacco estero, privo del sigillo di Stato, utilizzato per i narghilè e conservato nel magazzino del locale. Nel frattempo i vigili del fuoco stanno effettuando verifiche anche sulla stabilità dell’edificio.
Tra gli aspetti che più preoccupano gli investigatori c’è la promiscuità tra adulti e minorenni all’interno del locale, un elemento che potrebbe portare anche alla chiusura temporanea del circolo. Durante i controlli è stata scoperta anche un’altra anomalia: la presenza di impianti di videosorveglianza non dichiarati, circostanza che ha fatto scattare una segnalazione al Garante della privacy.
Secondo gli inquirenti le registrazioni delle telecamere potrebbero rivelare ulteriori irregolarità, soprattutto se dovesse emergere che ragazzi minorenni sono stati ripresi mentre consumavano droga o alcol senza esserne consapevoli. Il materiale video potrebbe quindi diventare un elemento chiave nelle indagini.
Nei prossimi giorni la madre della ragazza che ha chiamato il 112 sarà convocata in questura per chiarire la situazione. Gli investigatori vogliono capire da quanto tempo la figlia frequentasse il locale e se ci fossero altri motivi che avevano fatto nascere i suoi timori.
"La segnalazione descriveva una situazione che non potevamo ignorare – spiegano fonti investigative –. Il consumo di droga all’interno del locale è già stato accertato, mentre su altre possibili violazioni stiamo ancora lavorando".
Tutti i clienti presenti nel circolo Le Baron Blanc sono stati identificati. Gli adulti verranno ascoltati dagli investigatori per capire come funzionasse l’accesso alle serate, se tramite inviti privati oppure attraverso semplici annunci pubblicitari. L’eventuale audizione dei minorenni, invece, sarà valutata dalla Procura competente, qualora il quadro delle indagini dovesse aggravarsi.
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