Genova, Marassi: 20 grammi di hashish scoperti in un pacco per detenuto, intervento della Polizia Penitenziaria
di Redazione
Nuovo intervento della Polizia Penitenziaria nel carcere di Marassi, a Genova, dove sono stati rinvenuti circa 20 grammi di hashish abilmente nascosti all’interno del bordo di una coperta contenuta in un pacco postale destinato a un detenuto sudamericano ristretto nell’istituto penitenziario del quartiere.
A darne notizia è Vincenzo Tristaino, segretario nazionale per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che esprime vivo apprezzamento per l’operato del personale. “Plaudiamo allo scrupolo, all’attenzione e alla professionalità dimostrati ancora una volta dai Baschi Azzurri nei controlli sui pacchi destinati ai detenuti. Grazie alla loro esperienza e vigilanza si riescono a intercettare tentativi sempre più sofisticati di introdurre sostanze stupefacenti all’interno delle strutture detentive”, ha affermato.
Tristaino auspica la concessione di riconoscimenti formali al personale intervenuto, sottolineando come l’episodio assuma particolare rilievo perché avviene a pochi giorni da un analogo intervento conclusosi con successo nello stesso istituto. “Ciò dimostra la costante pressione operativa esercitata dalla Polizia Penitenziaria e la capacità di adattarsi a nuove e ingegnose modalità di introduzione illecita di droga e telefoni nelle carceri”, spiega.
Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che richiama l’attenzione sui continui rinvenimenti di stupefacenti e telefonini diretti ai detenuti del carcere genovese, oggetti che possono alimentare traffici illeciti e compromettere l’ordine interno. “È necessario stroncare questa continua illegalità attraverso adeguati supporti tecnologici e un rafforzamento concreto delle risorse umane”, sottolinea.
Capece evidenzia inoltre come i frequenti lanci di droga dall’esterno del penitenziario della Valbisagno e il fenomeno dei droni rappresentino una sfida crescente per la sicurezza penitenziaria. “Per questo ribadiamo la necessità di investimenti urgenti in tecnologie antidroni e nel potenziamento degli organici. Ancora una volta, la Polizia Penitenziaria ha impedito che droga e telefoni finissero tra i detenuti, tutelando la sicurezza dell’istituto, del personale e dell’intera collettività”, conclude.
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