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Genova, la blue economy acceleratore dello sviluppo

di Redazione

A novembre Seawork, salone dei mestieri del mare online

"Tutta l'Europa ci invidia l'esempio italiano di blue economy perché mette insieme tutti i settori, mentre nel mondo le diverse attività non sono così correlate. Per crescere l'economia del mare deve lavorare in maniera congiunta. Noi abbiamo guelfi e ghibellini che siedono agli stessi tavoli: bisogna fare rete, promuovere il settore e trovare nuovi business".

Giovanni Caprino, vicepresidente del cluster tecnologico Big - Blue italian growth, sottolinea l'importanza di lavorare insieme per la crescita dell'economia del mare al convegno "La blue economy come opportunità e acceleratore dell'economia territoriale e nazionale" organizzato al Salone Nautico di Genova dalla Regione Liguria.

Big mette insieme università, industrie, centri di ricerca, enti e distretti regionali proprio per dare più peso a un ambito che attraversa trasversalmente dalla cantieristica alla nautica, dallo shipping all'ambiente marino alla pesca.

"Nell'ambito della blue economy - interviene Massimo Giacchetta, vicepresidente della Camera di commercio di Genova - c'è il settore dei mestieri del mare, una fetta spesso sottovalutata perché si pensa subito ai grandi cantieri navali e alla nautica, ma che significa circa 800 aziende in Liguria e 7 mila in Italia e comprende i servizi ausiliari nei porti, dalla lotta all'inquinamento, ai nuovi sistemi di propulsione puliti alla ricerca e salvaguardia del mare. Camera di commercio con Promos Italia, l'agenzia per l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese quest'anno dal 10 al 12 novembre farà la seconda edizione di Medseawork, fiera che quest'anno si farà online 40 buyers stranieri che si confronteranno con 150 imprese italiane".