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Genova invasa dai pappagalli: il Comune lancia un censimento

di Marco Innocenti

Si teme che i parrocchetti possano scacciare dai lori nidi altre specie tipiche delle nostre zone come le taccole e i pipistrelli

La città di Genova potrebbe essere la metropoli che ospita la più grande colonia di pappagalli - dai parrocchetti dal collare ai più grandi e colorati Amazona aestiva - in tutta Europa. Sono sempre più numerosi e, introdotti involontariamente dalla fine degli anni Settanta nei quartieri di Castelletto e di Albaro, hanno “colonizzato” progressivamente moltissime aree verdi della città. Si tratta di parrocchetti e pappagallini – in prevalenza Parrocchetti dal collare (Psittacula krameri), ma anche Amazona aestiva e Myiopsitta monachus – che saranno oggetto di un censimento ad hoc promosso dall’assessorato all’Ambiente e Animali del Comune di Genova con la collaborazione del Museo di Storia Naturale “G. Doria”, del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Ambiente e della Vita dell’Università di Genova (DISTAV) e dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL).

Un programma che si avvarrà anche dell’aiuto dei cittadini grazie a un progetto di citizen science: chi avvista pappagalli nel territorio del Comune di Genova può inviare la segnalazione a un indirizzo di posta elettronica creata appositamente (pappagalli@comune.genova.it). I dati richiesti sono innanzitutto il luogo, la data e l’ora dell’avvistamento; molto importante sarebbe l’invio di una foto che consenta una sicura identificazione della specie. Tra le note, anche il numero di esemplari osservati e il tipo di attività che stavano svolgendo, oltre alla direzione del volo. I dati raccolti, una volta validati dagli esperti, confluiranno nell’Osservatorio della Biodiversità Ligure – Li.Bi.Oss., una banca dati regionale gestita dall’ARPAL, accessibile liberamente da qualsiasi utente. Il cittadino che partecipa al progetto può anche lasciare il proprio nome e un indirizzo di posta elettronica dove ricevere aggiornamenti sull’iniziativa.

"Il Comune di Genova – sottolinea l’assessore all’Ambiente Matteo Campora – ha promosso   questa importante ricerca scientifica per acquisire un'adeguata conoscenza della biodiversità nel proprio territorio attraverso la collaborazione con il Museo di Storia Naturale, Arpal e l'Università di Genova (DISTAV). Un progetto che per la sua riuscita avrà bisogno del contributo di tutti i cittadini genovesi”.

Il Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri) è una specie molto adattabile, originaria dell’Africa centrale e dell’Asia meridionale. A seguito di importazioni e conseguenti liberazioni accidentali o volontarie, attualmente si trovano singoli esemplari o popolazioni di questa specie praticamente in ogni parte del mondo. Come detto, è stato Introdotto involontariamente a Genova nella seconda metà degli anni Settanta e con il passare degli anni si è notata una considerevole espansione in tutti i quartieri della città, da Voltri a Nervi, con le maggiori concentrazioni sulla costa e nelle aree verdi, anche se sono sempre più frequenti avvistamenti all’interno e a quote maggiori. Oltre al Parrocchetto dal collare, a Genova si possono osservare anche altre specie di Pappagalli come le Amazzoni (in particolare Amazona aestiva) e ormai raramente il Parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus), anch’essi fuggiti dalla cattività.