Genova: "il re dei surgelati" condannato a 10 anni e 8 mesi per frode fiscale
di R.C.
Esclusa l’aggravante di aver agevolato la mafia. Coinvolti anche la moglie, il padre e un imprenditore genovese. Disposte confische per oltre 20 milioni di euro
Condannato a 10 anni e 8 mesi Salvatore Vetrano, noto come il “re dei surgelati” di Palermo. Il tribunale di Genova lo ha riconosciuto colpevole di frode fiscale, escludendo però l’aggravante di aver agevolato la mafia, come invece sosteneva la procura, che aveva chiesto 12 anni.
Condanne anche per altri imputati: la moglie Anna Bruno a 3 anni e 6 mesi, il padre Pietro Bruno – ritenuto vicino a Totò Riina – a 2 anni per omessa comunicazione di variazioni patrimoniali, e l’imprenditore genovese Mauro Castellani a 4 anni e 2 mesi.
Disposta inoltre la confisca di beni per oltre 20 milioni di euro, comprensiva di quote societarie e orologi di valore. Gli avvocati difensori hanno già annunciato la possibilità di ricorrere in appello.
Vetrano era stato estradato dalla Spagna. Secondo la procura, avrebbe gestito una rete di società tra Italia, Spagna e Portogallo, attraverso cui avrebbe realizzato frodi fiscali su vasta scala.
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