Genova, Futurismo: ultimi giorni per visitare la mostra, finora oltre 6mila visitatori

di R.S.

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Grande attenzione è stata riservata anche alle nuove generazioni, con 11 laboratori didattici che hanno coinvolto complessivamente 300 studenti

Genova, Futurismo: ultimi giorni per visitare la mostra, finora oltre 6mila visitatori

È iniziato il conto alla rovescia per la chiusura della mostra "Futurismo. Un altro Futurismo. L'avanguardia degli anni Venti e Trenta e il dialogo con la Liguria", ospitata a Palazzo della Meridiana. L'esposizione sarà visitabile fino a domenica 12 luglio 2026, offrendo ancora pochi giorni per scoprire un percorso che racconta il movimento futurista da una prospettiva originale, andando oltre gli stereotipi e valorizzandone la complessità e l'attualità.

In questi mesi la mostra ha registrato oltre 6.000 visitatori, con una presenza significativa di turisti, che rappresentano circa la metà del pubblico, e una consistente quota di visitatori stranieri. Un dato che conferma l'interesse suscitato dall'iniziativa ben oltre i confini cittadini.

A contribuire al successo è stato anche il ricco calendario di eventi collaterali. Sono state organizzate 30 visite guidate, che hanno coinvolto più di 700 partecipanti, oltre a una serie di conferenze di approfondimento curate dallo storico dell'arte Matteo Fochessati, dalla curatrice Simona Bartolena e dai rappresentanti di Galleria Campari. Gli incontri hanno offerto ai visitatori l'opportunità di approfondire il contesto storico e culturale del Futurismo e di comprenderne l'influenza su numerosi ambiti della produzione artistica e della società del Novecento.

Grande attenzione è stata riservata anche alle nuove generazioni, con 11 laboratori didattici che hanno coinvolto complessivamente 300 studenti, confermando la vocazione educativa della mostra.

Un percorso tra arte, modernità e territorio - L'esposizione si sviluppa attraverso diverse sezioni tematiche che raccontano il Futurismo degli anni Venti e Trenta, una fase meno nota ma particolarmente ricca di sperimentazioni.

La sezione "Un altro Futurismo" è dedicata soprattutto all'aeropittura, linguaggio artistico che celebra il volo e la visione dall'alto come simboli di modernità. Il percorso comprende opere di Enrico Prampolini, Fillia, Gerardo Dottori, Tato, Barbara e del giovane Bruno Munari, agli esordi della sua carriera.

Con "Un Universo futurista" il visitatore scopre invece la straordinaria capacità del movimento di estendersi ben oltre la pittura. Più di cinquanta manifesti raccontano il dialogo del Futurismo con cinema, teatro, musica, letteratura, moda e pubblicità. In mostra trovano spazio anche i bozzetti di Giacomo Balla, gli Intonarumori di Luigi Russolo, le opere di Fortunato Depero, le ceramiche di Albissola legate a Tullio Mazzotti, gli arazzi M.I.T.A. e un approfondimento dedicato all'esperienza Campari, esempio del rapporto tra arte e comunicazione.

La sezione "Liguria: terra futurista" mette infine in evidenza il ruolo svolto dalla regione nella diffusione del movimento. Da Sexto Canegallo e Giuseppe Cominetti fino alle esperienze degli anni Quaranta, il percorso ricostruisce il contributo di città come Genova, definita da Filippo Tommaso Marinetti nel 1915 "la città futurista per eccellenza", insieme a La Spezia, Savona e Albisola, protagoniste di una vivace stagione culturale.

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