Genova fragile, viaggio nelle frane della Val Cerusa

di Anna Li Vigni

A fare il punto è Carolina Bruno, consigliera del Municipio VII Ponente con delega alla valle

Siamo nella valle che si sviluppa attorno al rio Cerusa, alimentato da numerosi piccoli rivi che scendono dalle alture fino al passo del Faiallo. Un territorio verde e suggestivo, ma anche fragile, che negli ultimi giorni ha dovuto fare i conti con le conseguenze del maltempo e delle forti piogge.


Siamo nel ponente di Genova, nel territorio del Municipio VII Ponente, dove la vallata del Val Cerusa rappresenta un’area ricca di borghi, tradizioni e senso di appartenenza. Proprio qui, le precipitazioni intense hanno provocato smottamenti e piccole frane, causando disagi alla viabilità ma, fortunatamente, senza lasciare famiglie isolate.


Smottamento in via Costa d’Erca: interventi rapidi e collaborazione - Uno dei punti più critici è stato registrato in via Costa d’Erca, dove uno smottamento ha interessato la carreggiata. Più che di una frana vera e propria, si è trattato di un cedimento di terreno che ha riversato terriccio e detriti sulla strada.


Gli operai sono intervenuti tempestivamente e già rispetto alla giornata precedente la situazione appariva nettamente migliorata, con gran parte del materiale rimosso. L’obiettivo dichiarato è la riapertura completa entro il fine settimana.


A fare il punto è Carolina Bruno, consigliera del Municipio VII Ponente con delega alla Val Cerusa. Il suo ruolo, spiega, significa presenza costante sul territorio, ascolto della cittadinanza e collaborazione con istituzioni, polizia locale e protezione civile per trovare soluzioni rapide, anche temporanee, in attesa degli interventi strutturali di messa in sicurezza.


In questo caso, nonostante la strada sia stretta e la percorribilità ridotta in alcuni tratti, è sempre rimasta una via di accesso praticabile sia a monte sia a valle dello smottamento. Determinante anche il contributo della comunità locale, abituata a vivere in un territorio complesso e pronta a supportarsi reciprocamente nei momenti di difficoltà.


Fiorino e la strada sorvegliata speciale - Il sopralluogo si è poi spostato a Fiorino, dove il campanile della Chiesa di San Michele Arcangelo di Fiorino segna le 11.20 in una giornata di sole che contrasta con i segni lasciati dalle piogge.


Qui la criticità è nota da tempo: un tratto di strada, unico accesso per alcune famiglie, è transennato da oltre un anno. La zona è costantemente monitorata perché un eventuale cedimento, trovandosi a ridosso del torrente Cerusa, potrebbe comportare la chiusura totale della viabilità, con il rischio di isolamento per i residenti.


Attualmente la circolazione è consentita in sicurezza grazie a uno slargo che permette il doppio senso, ma la situazione resta sotto stretta osservazione. Sono già stati effettuati sopralluoghi tecnici e l’intenzione è quella di attivare tutti gli iter necessari per il ripristino definitivo della strada.


Senso unico alternato lungo il torrente - Scendendo verso valle, un altro punto critico è regolato da un impianto semaforico che disciplina il senso unico alternato. Il provvedimento nasce da due distinti eventi franosi: un primo smottamento a valle e, successivamente, la caduta di materiali pericolosi che ha imposto, in un primo momento, la chiusura totale della strada.


La viabilità è stata ripristinata in meno di 24 ore grazie all’intervento coordinato di forze dell’ordine, vigili del fuoco e protezione civile. Resta il semaforo per garantire la sicurezza in attesa di una soluzione definitiva.


Una valle da attenzionare - La Val Cerusa è da sempre una valle che richiede attenzione costante. Negli ultimi anni, tuttavia, l’intensificarsi dei fenomeni meteorologici estremi ha reso necessario un monitoraggio ancora più puntuale. Le istituzioni parlano di una presenza rafforzata sul territorio e di un dialogo continuo con i cittadini, le cui segnalazioni risultano fondamentali per intervenire tempestivamente.


Tra i borghi della valle, da Centurione a Chiale, passando per Fiorino, Piero Grosso e Sanbuco il senso di comunità resta forte. Ed è proprio questa collaborazione, tra residenti e amministrazione, a rappresentare la prima risposta alle criticità.


Il bilancio, per ora, è positivo: interventi rapidi, nessuna famiglia isolata e una macchina organizzativa che, come sottolineato dalla stessa delegata, “ha funzionato”. Ma l’attenzione resta alta, perché in una valle attraversata dall’acqua e incastonata tra i versanti, la prevenzione è la chiave per il futuro.

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