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Genova, la poesia di De André unisce oltre gli stereotipi

di Giulia Cassini

La cantata spontanea nata nel centro storico di Faber

Una cantata spontanea dedicata a un grande poeta e cantautore come Fabrizio De André, sorta in autogestione, ed eseguita da molti giovani, ha colorato il pomeriggio post natalizio del 27 dicembre.

Il suono delle canzoni del grande artista, eseguite a squarciagola accompagnandosi con le chitarre (ma anche con violino, ukulele e banjo) di fronte ad un numeroso pubblico attento, ha riempito l'aria di piazza Vittime di tutte le Mafie, dietro Piazza dell'Annunziata, arrivando a farsi sentire fino in via Balbi e risuonando nei palazzi dell'Università.

Un' occasione di aggregazione che non è da confondersi con un flash mob, rimananendo all'interno di un sentimento di appartenenza e di un messaggio universale che trascende l'esibizione per arrivare a toccare il cuore delle persone. Il tutto fatto con il sorriso sulle labbra e con il divertimento nelle chitarre, in un contesto di piena genovesità, di quella che supera però le barriere geografiche per abbracciare in un afflato piu universale emozioni semplici, ma piene di significato.

Autogestione quindi per uno spettacolo giovane ma per giovani di tutte le età, che nel nome di Faber hanno sentito il bisogno, in questi giorni di festa, di abbracciarsi e stringersi in un affetto comune, al di là delle solite parole di rito. "Per noi è una delle eredità più importanti che ci hanno lasciato i genitori -hanno dicharato Veronica e Lucia  - lo abbiamo conosciuto con loro e lo abbiamo riscoperto in un percorso di maturazione. E' sempre attuale".