Genova: detenuto cerca di cavare un occhio ad agente di custodia
di Redazione
L’agente è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ambulanza in ospedale
Grave episodio di violenza nel carcere di Genova Marassi, dove un detenuto sottoposto a osservazione psichiatrica ha aggredito un agente di Polizia Penitenziaria durante un ordinario giro di controllo. L’uomo avrebbe tentato di cavargli un occhio, provocandogli una grave lesione. L’agente è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ambulanza in ospedale.
A denunciare l’accaduto è Fabio Pagani, segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria, che in una nota parla di una situazione ormai insostenibile all’interno dell’istituto genovese. “Siamo oltre ogni limite – afferma Pagani – Marassi è un carcere fuori controllo, dove la sicurezza del personale è diventata un optional. Ci chiediamo cosa debba ancora accadere prima che qualcuno si assuma la responsabilità di intervenire”.
Secondo il sindacato, l’episodio rappresenta l’ennesima dimostrazione del fallimento nella gestione della struttura. Pagani chiama in causa il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, accusandoli di non affrontare con decisione le criticità del sistema. La Uilpa chiede con urgenza la rimozione degli attuali vertici dell’istituto e un cambio immediato di rotta, denunciando il rischio quotidiano per la vita delle donne e degli uomini in divisa.
Sulla vicenda intervengono anche esponenti politici. La capogruppo di Italia Viva al Senato, Raffaella Paita, e la senatrice Annamaria Furlan parlano di una situazione “ormai fuori controllo” non solo a Genova, ma in molte carceri italiane. “Le aggressioni al personale, le rivolte, il sovraffollamento e la gestione inadeguata dei detenuti più fragili – dichiarano – raccontano un sistema penitenziario al collasso”.
Secondo le due senatrici, il Governo avrebbe scelto di non investire adeguatamente nel sistema carcerario, lasciando scoperti settori fondamentali come il personale di Polizia Penitenziaria, la sanità penitenziaria e la prevenzione del disagio psichico. “In assenza di risorse e di una strategia seria – concludono – la sicurezza resta solo uno slogan. Servono interventi strutturali immediati e una riforma complessiva delle politiche penitenziarie”.
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