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Genoa, Zangrillo garante dei tifosi. Spors non deve sbagliare le punte

di Gessi Adamoli

Il popolo genoano è andato fiero incontro alla serie B con la consapevolezza che si tratti di una fase di passaggio quasi obbligata per uscire dal circolo vizioso delle plusvalenze e di una politica societaria senza prospettive, ma anche soprattutto con la certezza che il soggiorno in purgatorio durerà il meno possibile. Only one years (un anno soltanto), proprio come promesso da Alberto Zangrillo che sarà anche il presidente senza portafoglio ma che riveste un ruolo estremamente delicato ovvero quello del garante. A lui, che era trai migliori amici di Pippo Spagnolo, i tifosi genoani credono ciecamente perché sanno che è uno di loro e allora, se ci mette la faccia e certifica le strategie dei proprietari made in Usa, significa che è convinto la strada imboccata sia quella giusta.
 
Ai 777 va riconosciuto uno straordinario entusiasmo ma anche grandissima coerenza. Non buttano a mare Spors, il direttore sportivo che viene dalla Germania, per il risultato negativo di una stagione compromessa in partenza a causa delle ultime strampalate operazioni di Preziosi. E' superfluo ricordare che con la squadra uscita dal mercato estivo, Ballardini il campionato nemmeno lo voleva iniziare. E a chi tesse lodi sperticate a Sabatini va detto che non è stata la Salernitana a salvarsi, ma le altre a suicidarsi. Certamente il Genoa, che a gennaio non è riuscito a trovare l'uomo gol in grado di permettergli di invertire il suo asfittico trend in fase realizzativa, e anche il Cagliari. Non si può glorificare un direttore sportivo perché la sua squadra si è salvata a 31 punti. Senza contare che il rigore non fischiato da Di Bello nello scontro diretto del Ferraris griderà vendetta negli anni.
 
I 777 credono ciecamente nella strategia che, a suo tempo, Spors aveva delineato e che verrà riproposta anche in serie B. “Non cerchiamo gente di categoria – ha detto chiaramente Josh Wander – ma giocatori che possano crescere insieme al nostro progetto”. Non è dunque la filosofia di fondo ad essere in discussione, semmai ad essere sbagliate sono state alcune scelte di Spors. Avanti, dunque, con la politica dei giovani. Sperando però anche che il suggerimento di Blessin venga recepito: “Per la prossima stagione auspico un mix tra ragazzi di prospettiva e giocatori già collaudati”.
 
Purtroppo i tifosi del Genoa, ad eccezione dei più giovani, conosco benissimo la serie B. La stagione dopo la retrocessione a causa del famoso rigore sbagliato da Pruzzo (1978), Sogliano prese le migliori promesse del Varese, che a quei tempi era all'avanguardia per quanto riguardava il settore giovanle. Ma quel Genoa alle ali schierava Bruno Conti e Damiani e in difesa c'era l'angelo biondo Fabrizio Gorin. Bene la serie C fu evitata solo all'ultima giornata andando a vincere a Ferrara. Anche Aldo Spinelli era partito per andare in serie A ma se non vinceva lo spareggio di Modena finiva dritto all'inferno. Insomma la serie B è una palude nella quale rischi di rimanere imprigionato.
 
Chi domenica ha visto in tv la finale play off tra Pisa e Monza è rimasto impressionato a vedere qualcosa a cui non era più abituato. Sembrava quasi una partita di calcio fiorentino, livelli di agonismo altissimo per 120 minuti. E al 116', per difendere il vantaggio, il Monza non si è fatto problemi a far entrare il trentottenne Paletta con l'unico compito di sparare il pallone il più lontano possibile. Insomma: benvenuti in serie B. E' tutto un altro tipo di calcio al quale occorrerà abituarsi in fretta.
 
Blessin ed il suo gegenpressing possono sicuramente funzionare, ma in anche in B non si può prescindere da un bomber da 15-20 gol. Il Lecce ha piazzato Coda (20 gol) e Strefezza (14) ai primi due posti nella classifica dei cannonieri. Visto che ai 777 la disponibilità economica non manca, puntare su Coda (33 anni e mezzo) sarebbe la scelta più semplice. E' due anni di file che vince la classifica dei cannonieri, in due stagione, nelle 72 partite giocate con la maglia, del Lecce ha segnato qualcosa come 42 gol in 72 partite. Ma prendere Coda significherebbe tradire il progetto. A Blessin, però, un uomo gol bisogna assicurarlo. Balbontin ha definito “stitico” il suo calcio che produce pochissimi occasioni e ancora meno gol, ma ha ragione Luca Tabbiani quando, a We are Genoa, ha dichiarato: “Il Genoa di Blessin in fase di non possesso palla è stato organizzatissimo, ma come si può giudicare quello in fase di possesso se non aveva gli attaccanti?”.