Genoa, se resta De Rossi con tre acquisti mirati ci si potrà divertire

di Gessi Adamoli

3 min, 3 sec

Per fare un primo salto di qualità basteranno tre innesti mirati: un bomber, un play che raccolga l'eredità di Badelj e un difensore di livello

Genoa, se resta De Rossi con tre acquisti mirati ci si potrà divertire

Il Genoa davanti al suo pubblico chiude degnamente una stagione iniziata in maniera complicata ma che, dopo il cambio in panchina, ha avuto una decisa inversione di rotta. Il Milan ha vinto 2 a 1 ma mai come in questo caso il risultato non contava. La squadra di De Rossi ha interpretato alla grande la partita, mettendo in campo tutte le qualità che gli hanno permesso di raggiungere la salvezza con largo anticipo. Temperamento, determinazione e grande coesione tra i reparti. Certo, i gol delle punte arrivano col contagocce ed è proprio su questo aspetto che la società dovrà operare per rinforzare una squadra alla quale, se non sarà stravolta da cessioni eccellenti, per fare un primo salto di qualità basteranno tre innesti mirati: un bomber, un play, che raccolga l'eredità di Badelj di fatto mai stato sostituito, ed un difensore di livello perché affrontare una stagione senza che Ostigard, Vazquez e Marcandalli abbiano un sostituto all'altezza può rivelarsi molto pericoloso.

Ed è anche obbligatorio che Baldanzi dovrà essere un punto fermo del Genoa di De Rossi: gioca a tutto campo, non dà punti di riferimento agli avversari, ha resistenza fisica oltre che incontestabili qualità tecniche. Ieri, in un primo tempo dominato, ha fatto la differenza, quando è inevitabilmente calato, non avendo potuto allenarsi con continuità negli ultimi mesi, è calato tutto il Genoa.

L'immeritata sconfitta col Milan è stata propiziata da un incredibile errore di Amorim al quale nel fraseggio piace giocare corto, peccato che il passaggio indietro verso Bijlow sia stato eccessivamente corto. Un errore può condizionare il giudizio su un giocatore riguardo ad una singola gara ma non determinare quello assoluto. Insomma, a tutti può capitare di sbagliare. Il punto è un altro: Amorim è pronto per essere il regista che serve al Genoa e a De Rossi? Perché un club dalle risorse economiche contingentate come quello rossoblù non potrà certo permettersi di tenere un investimento da 7 milioni in panchina nell'attesa che cresca e sia pronto per un campionato soprattutto fisico come la serie A. Dopo 10 presenze e complessivi 485 minuti giocati continua ad essere un punto interrogativo. I giudizi sul giovane centrocampista (fermo restando che l'unico che davvero conta è quello di De Rossi) sono i più disparati. Prendiamo le famigerate pagelle dei giornali. Si va dall'eccessiva severità della Gazzetta dello Sport (4: "... il suo sciagurato retropassaggio ha ferito a morte la partita del Genoa e già in precedenza aveva peccato in appoggio") alla magnanimità del Secolo XIX (5,5 "... peccato per quel retropassaggio leggero da cui nasce il rigore... per il resto però regala tanti spunti positivi").

Il primo tassello da sistemare è comunque quello che riguarda l'allenatore. E al più presto perché questa incertezza non giova a nessuno. Per il momento sull'argomento è sempre ed esclusivamente andato De Rossi. E quello del presidente Sucu, non solo relativamente alla questione allenatore, è un silenzio assordante. I tifosi avrebbero il piacere, ma anche il diritto, di sapere qualcosa di più riguardo a obiettivi futuri e strategie della società.

Come la stragrande maggioranza dei tifosi genoani sono personalmente convinto che De Rossi resterà. Rispetto a Roma, che è il suo habitat naturale, qui ha trovato qualcosa di estremamente simile per la passione della gente e per come la città vive il suo rapporto con la squadra. Per il suo percorso di crescita rimanere a Genova sarebbe importante, piuttosto che ripartire da zero in una piazza nuova e tutta da conquistare.

E se resta De Rossi e con tre acquisti mirati l'anno prossimo ci si potrà davvero divertire.

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