Genoa: la licenza Uefa è il gol più importante
di Gessi Adamoli
Insomma, avere ottenuto la licenza Uefa è un indice dello stato di salute della società. È come quando ritiri gli esami del sangue e hai tutti i valori a posto
Il gol più importante il Genoa lo ha segnato in settimana: è tra le 18 squadre della serie A che hanno ottenuto la licenza Uefa. Un messaggio significativo, al netto delle sue disponibilità economiche la società evidentemente sta operando con criterio e nella giusta direzione. Ci sarebbe poi da osservare che coloro i quali hanno messo maggiormente in risalto la notizia della licenza Uefa sono quelli che invece nascondevano la polvere sotto il tappeto quando, durante la gestione Preziosi, il pass Uefa veniva regolarmente negato. O meglio si evitava proprio di chiederlo perché intanto la risposta sarebbe stata scontata. Insomma, allora avere o non avere la licenza Uefa per taluni sembrava un dettaglio. E invece non è ovviamente così. I cosiddetti tifosi "governativi", a prescindere sono sempre e comunque schierati a favore della società. Un atto di fede encomiabile (meno apprezzabile la messa all'indice di chi non la pensa come loro) ma che purtroppo spesso è controproducente. Per esempio consentire a Preziosi di fare e disfare a suo piacimento (con i contestatori che all'inizio erano una minoranza accusata di essere il male del Genoa) portò non solo a dovere rinunciare all'Europa League, ma addirittura a cedere il posto alla Sampdoria.
Insomma, avere ottenuto la licenza Uefa è un indice dello stato di salute della società. È come quando ritiri gli esami del sangue e hai tutti i valori a posto. Poi, è chiaro, per autorizzare un briciolo di ambizioni occorre un certo tipo di disponibilità economica perché la strada verso l'autosostenibilità è lunga e tortuosa. È l'obiettivo di molti ma a riuscirci sono in pochi. Il modello Atalanta vanta il maggior numero di imitazioni, proprio come la Settimana Enigmistica, ma per il momento nessuno si è nemmeno avvicinato all'originale.
Maggio in casa rossoblù negli ultimi anni è diventato il mese della telenovela legata all'allenatore. Lunga ed estenuante con Gilardino, più breve quella dello scorso anno che ha visto Vieira protagonista. Ora tocca a De Rossi. Sabato in ritiro a Firenze l'allenatore ha incontrato il presidente Sucu e l'ad Blazquez ed i rumors riferivano di un colloquio che si è protratto con reciproca soddisfazione per quasi due ore. Insomma, la fumata bianca ormai sembrava prossima. Invece nella conferenza stampa post partita è partita una frenata: "Qui sto da Dio, ma rispetto troppo questo popolo per fare promesse".
Come finirà? Personalmente credo che De Rossi resterà al Genoa. Oltre che un eccellente allenatore ed una persona per bene, è anche estremamente intelligente e dunque non sottovaluta i vantaggi che lungo il suo percorso di crescita può avere proseguendo in una piazza dove non solo è stimato ed apprezzato ma ha anche saputo instaurare un rapporto speciale. Insomma, andare a Firenze o a Torino vorrebbe ripartire da zero con annessi e connessi.
È chiaro che per non "fare la fine del sorcio" (vedi intervista post Como) ha bisogno di avere la garanzia che verrà allestita una squadra in grado di coltivare qualche ambizione. L'allenatore (parlano i numeri) ed i tifosi (stadio regolarmente sold out) hanno sempre fatto la loro parte, ora tocca alla società. Nessuno chiede la luna, ma, per fare un primo salto di qualità, una squadra a livello di Udinese e Sassuolo. Per dovere di cronaca il Genoa non termina un campionato nella parte sinistra della classifica dal 2015.
Ci sono ancora due partite di campionato e c'è la possibilità di togliersi qualche sfizio. È stato motivo di soddisfazione concedere alla Fiorentina, guardandolo dall'alto verso il basso, quel punto che elemosinava per avere la certezza matematica della salvezza. E siccome la vendetta è un piatto che va servito freddo ora c'è la possibilità di togliere la Champions al Milan, vendicandosi a distanza di 48 anni del fatto che il club rossonero contribuì ad apparecchiare la tavola per salvare Fiorentina, Lazio e Bologna e far retrocedere il Genoa di Pruzzo e Damiani. Sono in ballo una quarantina di milioni e passano dalla sfida del Ferraris.
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