Genoa, con l’Udinese è stato un furto ma i rincalzi non sono all’altezza dei titolari

di Gessi Adamoli

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Solo pochi dei cosiddetti rincalzi sono all’altezza della situazione. Ed è proprio in quest’ottica che la società dovrà intervenire sul mercato

Genoa, con l’Udinese è stato un furto ma i rincalzi non sono all’altezza dei titolari

Un grande furto. Non siamo sui livelli di quello del 4 ottobre 1982, quando l’Udinese di Edinho vinse a Marassi per 3 a 2 (l’arbitro Altobelli qualche anno dopo finì in galera perché coinvolto in un giro di usura), ma poco ci manca. Anche venerdì sera, come allora, a fine partita ai giocatori rossoblù è stato tributato un lungo applauso. La Nord ha apprezzato l’impegno, la famosa maglietta bagnata di sudore. Il risultato nel calcio a volte è imponderabile. Come a sfuggire alla legge della logica è quello che, attraverso il Var, accade nelle aree di rigore del campionato di calcio italiano. Detesto ogni forma di complottismo e vittimismo, dunque evito di soffermarmi su un dato che di per sé sarebbe inquietante: con Collu cinque partite e cinque sconfitte. Analizziamo invece l’episodio in sé: non dare rigore è pura follia. Per Var (Aureliano) e direttore di gara quello non è “un extra movimento”. Ma come, se un attimo prima Kabasele aveva le braccia dietro la schiena e le ha tolte per andare ad impattare la palla? Particolare curioso a Bologna, in pieno recupero, un qualcosa di assolutamente simile con protagonista il genoano Carboni venne invece ritenuto “un extra movimento” e fu assegnato il rigore. Guarda caso, l’arbitro era Collu e anche in quella occasione fu decisivo l’intervento del Var (Maggioni). Non credo che l’arbitro sardo abbia qualcosa di personale con il Genoa, semplicemente è totalmente privo di personalità e così prende per buona qualunque indicazione gli arrivi dal Var senza alcuna analisi critica.

Il primo tempo della partita con l’Udinese è stato un monologo. In campo c’era una squadra sola, il Genoa ha dominato in lungo e in largo, ha colpito due pali clamorosi e costruito almeno un altro paio di occasioni da gol. Dopo il gol di Ekkelenkamp, complice un’uscita a vuoto di Bijlow e grazie ad uno splendido assist di Zaniolo, a sua volta favorito da un disimpegno errato di Malinovskyi, la partita del Genoa è finita 6 minuti dopo, al 27’ del secondo tempo quando De Rossi ha sostituito contemporaneamente Colombo e Vitinha. I due attaccanti titolari garantiscono un peso specifico di tecnica e fisicità che Ekuban e soprattutto Ekhator, al momento ancora molto acerbo, non hanno. E siccome è una costante di De Rossi sostituire a partita in corso i suoi due attaccanti, questo è un dato di cui non si può non tenere conto in estate quando ci si metterà al lavoro per costruire la squadra del prossimo campionato.

Se pochi si sarebbero aspettati Sabelli 90 minuti in panchina, dopo le eccellenti prestazioni con Roma e Verona, ha suscitato perplessità anche la sostituzione di Frendrup, autore di un’altra prestazione straordinaria, per un Amorim ancora molto timido e che l’unica volta in cui ha provato una giocata in verticale ha innescato un pericolosissimo contropiede friulano. Non ha sortito gli effetti sperati nemmeno l’avvicendamento di Vazquez con Martin, messo inizialmente a fare il braccetto di sinistra della difesa a tre e poi, quando nelle ultime battute del match Ostigard si è improvvisato centravanti, il centrale di sinistra di una difesa a quattro. Il gol di Davis è stato favorito proprio dalla mancata copertura di Martin a Marcandalli (non impeccabile nell’occasione).

Dunque per tanti il tecnico genoano venerdì sera avrebbe sbagliato i cambi (e può capitare). Ma la chiave di lettura può anche essere un’altra: ovvero solo pochi dei cosiddetti rincalzi sono all’altezza della situazione. Ed è proprio in quest’ottica che la società dovrà intervenire sul mercato.

Fortunatamente, nonostante il passaggio a vuoto con l’Udinese, il vantaggio sulla zona retrocessione resta rassicurante, anche se la vittoria della Cremonese a Parma rischia di alzare la quota salvezza. Servono ancora due punti. Alla ripresa del campionato dopo la sosta per la Nazionale, il lunedì di Pasqua, c’è la Juventus a Torino, ma il Genoa di De Rossi ci ha abituato a non considerare impossibile nessuna partita (vedi San Siro col Milan). Mai dire mai.

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