Genoa, salvezza firmata De Rossi. E ora sul mercato decida DDR

di Gessi Adamoli

4 min, 30 sec

Ora sarebbe interessante sapere da Sucu quali sono i programmi per il futuro. Ma il presidente centellina le parole e non ha ancora fissato l'incontro con l'ACG

Genoa, salvezza firmata De Rossi. E ora sul mercato decida DDR

Per tornare indietro solo di qualche mese non serve la macchina del tempo, basta un piccolo sforzo di memoria. Il 29 ottobre il Genoa gioca in casa con la Cremonese e perde 2 a 0 con doppietta di Bonazzoli. La situazione è calcisticamente drammatica: ultimo posto in classifica con solo 3 punti dopo 9 giornate, nemmeno un gol segnato nelle 5 partite giocate in casa ed inevitabile esonero di Viera. Nel momento più basso della stagione, nemmeno il tifoso più ottimista avrebbe potuto immaginare che il 19 aprile, dunque con addirittura cinque giornate di anticipo, quel Genoa così mal ridotto avrebbe potuto celebrare la salvezza, che per altro si poteva già ritenere acquisita dopo la vittoria di Verona. Quello che ha compiuto Daniele De Rossi è un vero e proprio capolavoro. Non solo per i risultati ottenuti sul campo, ma soprattutto perché ha ridato entusiasmo ad una tifoseria che lo stava rischiando di perdere dopo averlo faticosamente recuperato (una retrocessione, per altro arrivata dopo gli anni più bui della gestione Preziosi, non è mai semplice da metabolizzare). Proprio la passione della sua gente è il patrimonio più grande che il Genoa possiede. Sono i tantissimi giovani, in controtendenza con il resto dell'Italia, che riempiono uno stadio perennemente sold out, ad assicurare il futuro del club.

Ora va di moda parlare di chimica per spiegare i grandi amori. Quello che è certo è che tra DDR ed il popolo genoano si è creata un'alchimia straordinaria: è l'allenatore giusto per questa piazza e questa è la piazza giusta per lui. Ha personalità, carisma e soprattutto non prova a raccontarti delle musse. "Non esistono gli scienziati, è il cuore a fare la differenza", aveva dichiarato dopo la fondamentale vittoria sul Sassuolo. Non cerca di venderti formule magiche, ma con lui sai che chiunque vada in campo poi uscirà con la famosa maglia sudata. Il suo è un Genoa assolutamente normale dal punto di vista tattico (ma nel calcio è proprio la normalità che spesso fa la differenza), ma ha un'identità morale e temperamentale ben precisa. E tanto coraggio. Quello che ha avuto Colombo a ripresentarsi sul dischetto, dopo l'errore con la Fiorentina, quando il rigorista designato era Baldanzi. Ha disatteso gli ordini di scuderia e De Rossi lo ha pubblicamente rimproverato. Doveva farlo, glielo imponeva il suo ruolo di allenatore. Ma in cuor senso ha sicuramente apprezzato, significa che il ragazzo si è scrollato di dosso timidezza e paura. E Colombo la palla mica l'ha messa in un posto qualunque, l'ha incastonata all'incrocio dei pali.

Chi pensa che De Rossi possa tradire il Genoa per altre piazze, ha capito poco dell'uomo, che non insegue soldi o gloria effimera, prima ancora che dell'allenatore. Questo per lui è l'ambiente ideale dove maturare quell'esperienza che gli permetterebbe di colmare il gap che lo divide dai tecnici top della categoria. Bruciare le tappe non avrebbe senso, il suo percorso di crescita passa ancora per Genova, dove per altro ha pubblicamente espresso il desiderio di aprire un ciclo. E qui sta il punto. La palla passa infatti ora alla società che deve mettere l'allenatore nelle condizioni di operare al meglio, partendo dalla considerazione che il prossimo anno salvarsi sarà molto più complicato, anche perché potrebbe essere disattesa la legge quasi matematica delle due retrocesse sulle tre promosse dalla B (quest'anno Pisa e verosimilmente Cremonese). Per i tre posti che garantiscono la serie A sono infatti in lotta Venezia, Monza, Frosinone e Palermo. Tutte società con proprietà molto forti (soprattutto il Palermo) ad eccezione del Frosinone che però è gestito in modo sano e con grande attenzione.

De Rossi si è guadagnato sul campo il diritto ad indirizzare il mercato del Genoa e non a subirlo. Sono storici gli scontri di Gasperini con Preziosi che, proprio per non avere più paletti sul mercato, aveva sciolto il contratto e pagato un milione di buonuscita. Presenti la sua lista della spesa, magari indicando anche Zaniolo col quale, visto come se l'era coccolato in occasione della partita di Udine, ha sicuramente un ottimo rapporto. E al ragazzo spieghi che, se vuole riconquistare la Nazionale, venga a Genova dove i tifosi lo incoronerebbero re. Un giocatore che tutti penserebbero sicuramente riconfermato è Baldanzi, ma le dichiarazioni post partita di De Rossi al riguardo sono state tutt'altro che rassicuranti: "Gli consiglio di restare e al club ho suggerito di riscattarlo. Ma se non resterà non dovrà essere un dramma".

A questo punto sarebbe interessante sapere da Dan Sucu quali sono i programmi per il futuro. Ma il presidente centellina le parole e non ha ancora fissato l'incontro che l'Associazione Club Genoani gli aveva chiesto da tempo, un rituale al quale tutti i presidenti prima di lui si erano sottoposti. Non è cattiva volontà, probabilmente non vuole illudere nessuno con promesse che poi difficilmente riuscirebbe a mantenere.  

Le ultime cinque partite serviranno a capire se chi ha giocato meno il prossimo anno potrà essere utile alla causa. Amorim a Pisa ha avuto alcuni sprazzi interessanti, ma è ancora presto per capire come e quanto contarci e se valeva la pena investire su di lui 8 milioni. Zatterstrom invece è rimasto ancora 90 minuti in panchina, quanto a Onana, entrato regalando una palla gol al Pisa, la sua avventura genoana la si può considerare ai titoli di coda.

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